Lascia un commento

Isola di Krk (26 agosto – 1 settembre 2017)

Nel 2016 la mia ragazza e io, per motivi lavorativi, avevamo dovuto rinunciare alle vacanze estive. Lo scorso anno, invece, siamo riusciti a prendere una settimana di ferie ad agosto. Verso metà giugno abbiamo iniziato a organizzare il viaggio.

A differenza di altre volte, in cui la scelta della meta era stata più difficile, in questa occasione abbiamo deciso in breve tempo. La mia ragazza aveva sentito parlare bene, sia a livello di luoghi sia di strutture, dell’isola di Krk (Veglia in italiano), situata nella regione croata del Quarnero. Ci siamo quindi documentati un po’ su internet, leggendo qualche articolo e guardando alcune foto. Krk ci è sembrata un’isola interessante e abbiamo quindi deciso di trascorrere lì le nostre vacanze.

Vista la non eccessiva distanza da Milano, abbiamo deciso di andare a Krk in automobile. Avremmo dovuto quindi attraversare due confini di stato, dall’Italia alla Slovenia e dalla Slovenia alla Croazia. Per percorrere le autostrade slovene è necessario acquistare la vignetta da apporre sul parabrezza dell’auto. Sul sito della società DARS, che gestisce le autostrade slovene, abbiamo trovato l’elenco dei rivenditori autorizzati italiani delle vignette. Inoltre, non avendo a disposizione un navigatore satellitare con mappe europee, abbiamo pianificato e stampato l’itinerario di viaggio tramite il sito di ViaMichelin.

Per l’alloggio, abbiamo scelto la cittadina di Krk, capoluogo dell’isola e punto di partenza ideale per raggiungere tutte le località d’interesse. Su Booking.com abbiamo preso in considerazione alcune soluzioni, dopodiché abbiamo prenotato un monolocale presso la struttura Apartment Ljiljana, situata in Zagrebačka Ulica, alla periferia di Krk.

Più difficile è stato reperire una guida di Krk. Tutti i volumi disponibili nelle librerie di Milano sono infatti dedicati alla Dalmazia o alla Croazia in generale, non concedendo a Krk il grado di approfondimento che noi cercavamo. Su Amazon abbiamo infine trovato e ordinato la guida “Quarnero – Cherso, Lussino, Krk e Rab“, scritta da Marco Vertovec e pubblicata da Odos Libreria Editrice di Udine nella collana Adriaest. Questa guida, infatti, ha il pregio di concentrarsi solo sul Quarnero, dedicando quindi molto spazio a Krk, alle isole limitrofe e alla città di Rijeka (Fiume in italiano), centro principale della regione.

Infine, pochi giorni prima di partire, abbiamo cambiato degli euro in kune croate, in modo da non doverci pensare all’arrivo.

Sabato 26 agosto: siamo partiti da Milano verso le sette del mattino. Ci siamo fermati all’area di servizio Limenella Est, nei pressi di Padova, per fare una sosta e per acquistare la vignetta delle autostrade slovene, dopodiché siamo ripartiti. Una volta entrati in Slovenia, abbiamo potuto apprezzare l’intenso verde dei prati per il quale il paese è famoso. La vista di quel bel colore vivo ci ha fatto subito ripromettere di dedicare alla Slovenia una visita in futuro.

Arrivati al confine con la Croazia abbiamo trovato un po’ di coda per via del controllo dei documenti, l’attesa è stata comunque abbastanza breve. La strada ci ha portato a costeggiare la periferia di Rijeka, con il mare che cominciava a essere ben visibile. Abbiamo seguito le indicazioni per Krk fino a giungere al Krčki most: si tratta del ponte, lungo 1430 metri, che collega l’isola alla terraferma. Il pedaggio si paga solo in entrata, mentre in uscita il passaggio è libero. Seguendo la strada principale dell’isola, la D102,  siamo arrivati alla cittadina di Krk. Abbiamo trovato abbastanza facilmente Zagrebačka Ulica, la via di Apartment Ljiljana. La proprietaria, Ljiljana per l’appunto, ci ha fatto mettere l’auto nel parcheggio privato dello stabile, dopodiché ci ha accompagnati all’appartamento. Il monolocale era dotato di un cucinotto a vista, un bagno e un ampio balcone nel quale era sistemato un tavolo di plastica, dato che all’interno non vi era spazio sufficiente per posizionarlo.

Dopo aver mangiato dei panini, ci siamo riposati. Siamo quindi usciti per andare al vicino supermercato Plodine di Vršanska Ulica per fare un po’ di spesa.

Verso l’ora di cena siamo siamo usciti per la nostra prima esplorazione della cittadina. Prendendo Ulica Slavka Nikolića siamo arrivati in centro. Abbiamo passeggiato sulle banchine nella zona del porto, ricca di bar e ristoranti. Ci siamo poi incamminati lungo Ulica Alojzija Stepinca, costeggiando le mura del castello dei Frankopan. Nei pressi del castello abbiamo visto esternamente la cattedrale di Krk, dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, e la chiesa di San Quirino (Sv. Qvirin). Abbiamo deciso di cenare al Restaurant Frankopan, consigliato dalla nostra guida e situato proprio di fianco al campanile della cattedrale. Abbiamo dovuto attendere un po’ di tempo prima che uno dei tavoli all’aperto si liberasse, ma i camerieri sono stati molto cortesi e ci hanno offerto qualcosa da bere mentre aspettavamo. Una volta accomodati, abbiamo ordinato un antipasto misto di mare e dei calamari fritti. L’antipasto è arrivato più abbondante del previsto sempre in segno di scusa per l’attesa. Abbiamo passato una bella serata, la cena è stata ottima e il personale gentilissimo.

Usciti dal ristorante, abbiamo fatto due passi sul lungomare dando un’occhiata alle bancarelle che vendevano souvenir e prodotti tipici, dopodiché abbiamo ripreso Ulica Slavka Nikolića per tornare a casa.

Domenica 27 agosto: ci siamo svegliati con calma e, dopo colazione, siamo usciti per proseguire la visita della cittadina di Krk. Arrivati in centro, siamo entrati nella cattedrale per visitarla e assistere alla messa.

Una volta usciti, abbiamo visitato il castello della famiglia Frankopan. Abbiamo cominciato dall’ampio cortile interno, osservando i vari cippi esposti. Siamo poi saliti sulle mura, dalle quali si gode una bellissima vista sul mare e sulla cittadina. Alcuni ambienti del castello ospitano anche materiale sulla storia della famiglia.

Krk, veduta dal castello Frankopan

Ci siamo quindi incamminati lungo Šetalište Dražica, sentiero che costeggia una piccola baia, fino ad arrivare in una zona ricca di piccole insenature dove molta gente si era fermata a fare il bagno. Il luogo ci è piaciuto e ci siamo ripromessi di tornare nel pomeriggio.

Tornati nei pressi del castello dei Frankopan, abbiamo preso Galija Ulica, dirigendoci verso la zona nord della cittadina, e siamo passati davanti alla chiesa della Madonna della Salute e al convento francescano. Siamo arrivati a casa, abbiamo pranzato sul balcone e ci siamo concessi un tranquillo sonnellino pomeridiano.

Verso le ore 17, passato il grande caldo, siamo tornati in centro per fare il bagno nel luogo in cui eravamo stati prima di pranzo. Abbiamo trascorso dei momenti molto piacevoli e tranquilli, visto anche il minore affollamento rispetto alla mattina.

Per la cena, abbiamo scelto il ristorante Torkul, situato in Ulica Slavka Nikolića, a breve distanza dal nostro appartamento. Abbiamo ordinato un antipasto di mare e di terra e una grigliata mista di carne. Quest’ultima, oltre a essere molto buona, era estremamente abbondante. Complice l’antipasto, generoso anch’esso, non siamo riusciti a finire la carne. Abbiamo quindi chiesto al cameriere di poter portare via quanto avanzato e lui ha acconsentito volentieri preparandoci delle comode vaschette di alluminio. Abbiamo lasciato il ristorante molto soddisfatti e siamo tornati a casa.

Lunedì 28 agosto: al nostro risveglio il cielo era nuvoloso e cadeva una pioggia leggera. La cosa non ci ha però demoralizzato avendo in programma, per quella mattina, di visitare il villaggio di Omišalj, nella parte nord dell’isola.

Il traffico era rallentato a causa della pioggia, nel frattempo aumentata, ma dopo circa mezz’ora siamo arrivati ad Omišalj. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio a pagamento posto all’ingresso del paese. Seguendo le indicazioni della nostra guida, ci siamo incamminati lungo Put Dubca fino ad arrivare alla piazzetta principale del villaggio. Lì abbiamo potuto ammirare la chiesa dell’Assunzione di Maria, la cui facciata è abbellita da un rosone e da un’iscrizione in glagolitico, il più antico alfabeto slavo conosciuto, e la cappella di Sant’Elena (Sv. Helena).

Omišalj, chiesa dell’Assunzione di Maria

Da lì, pochi passi ci hanno portato a Vele Steni, un belvedere che offre una vista sul golfo antistante, in parte rovinato dalla presenza di alcuni impianti petrolchimici. Nel frattempo, per fortuna, aveva smesso di piovere. Abbiamo quindi potuto avventurarci per gli stretti vicoli del centro di Omišalj, scorgendo alcuni angoli pittoreschi, fino ad arrivare all’ingresso del Park Dubec. Abbiamo passeggiato lungo i sentieri in saliscendi, dopodiché siamo usciti dal parco e abbiamo raggiunto la nostra auto.

Il cielo era ancora nuvoloso, la temperatura però si era alzata. Prendendo la strada che porta verso Krk, siamo arrivati al bivio che segnala l’area archeologica di Fulfinum, antico insediamento romano. In pochi minuti l’abbiamo raggiunta. Abbiamo fatto due passi nei vialetti che costeggiano le rovine romane, fino ad arrivare ai resti di una basilica paleocristiana, della quale si può ancora oggi apprezzare la struttura muraria. In una sala attigua era esposto materiale fotografico e documentale sulla storia della basilica.

Area di Fulfinum, resti della basilica paleocristiana

Qualche altro minuto di automobile ci ha permesso di raggiungere Njivice, centro balneare della costa occidentale. Visto il clima migliorato rispetto alla mattina, abbiamo fatto un breve bagno, dopodiché ci siamo seduti sul muretto del lungomare e abbiamo pranzato con i panini che avevamo portato con noi.

Siamo quindi ripartiti e, seguendo le indicazioni della nostra guida, abbiamo preso la strada che porta a Valbiska, luogo di partenza dei traghetti diretti alle altre isole del Quarnero. Abbiamo poi deviato in direzione di Glavotok, che ospita una piccola ma graziosa spiaggia, la chiesa di Santa Maria (Sv. Marije) e un convento francescano. Il mare era particolarmente limpido e calmo, per cui fare il bagno è stato molto piacevole.

Il bel mare di Glavotok

Nel tardo pomeriggio siamo rientrati a Krk, percorrendo la strada che attraversa il villaggio di Vrh. Prima di tornare a casa, ci siamo fermati al supermercato Konzum di Ulica Stjepana Radića per fare la spesa. In serata abbiamo cenato sul terrazzo di casa con la carne avanzata la sera prima dal ristorante Torkul.

Martedì 29 agosto: abbiamo deciso di visitare, durante la mattinata, la cittadina di Punat, poco distante da Krk e affacciata sulla bella baia chiamata Puntarska Draga. Abbiamo preso la strada D102 e, nei pressi del bivio per il villaggio di Kornić, ci siamo fermati per osservare la caratteristica chiesetta di San Donato (Sv. Dunat).

Kornić, chiesetta di San Donato

Siamo quindi ripartiti e, una volta arrivati a Punat, abbiamo lasciato l’auto nei parcheggi sul lungomare. Dalla banchina del porto partono diverse imbarcazioni in direzione dell’isolotto di Košljun, che ospita un monastero francescano. Abbiamo scelto la compagnia di navigazione più conveniente e, dopo una mezz’ora circa, siamo partiti per l’isolotto. Il viaggio è durato circa dieci minuti. Una volta sbarcati abbiamo preso il biglietto per il monastero e abbiamo iniziato la visita dal piccolo museo etnografico, che ospita una collezione di utensili, monete e oggetti di uso comune provenienti da Krk, dalla Croazia e da altri paesi. Abbiamo poi visitato il chiostro, la sezione del museo relativa all’archeologia e all’arte sacra e infine la chiesa dell’Annunciazione. Usciti dal chiostro, abbiamo percorso i vialetti del bosco, all’interno del quale vi sono alcune piccole cappelle.

Isolotto di Košljun, monastero francescano

All’ora convenuta l’imbarcazione è tornata a prenderci. Una volta rientrati a Punat, abbiamo percorso Novi Put, che parte dal lungomare, e siamo arrivati alla chiesa della Santissima Trinità, particolare per la sua cupola. Siamo quindi tornati nella zona in cui avevamo lasciato l’auto. Abbiamo mangiato dei panini seduti sulle panchine, osservando il ciondolare delle barche ormeggiate e il volo dei gabbiani.

Terminato il pranzo, siamo partiti in direzione di Stara Baška, nella parte meridionale dell’isola. La nostra guida la descrive come il luogo più selvaggio di Krk. Per giungervi, in effetti, abbiamo dovuto percorrere una strada che si inerpicava lungo spoglie montagne. Lo spettacolo era molto suggestivo. Ci siamo accorti di essere arrivati a Stara Baška quando abbiamo iniziato a vedere una lunghissima fila di auto parcheggiate lungo la carreggiata. Per maggiore comodità abbiamo quindi deciso di lasciare la macchina nel parcheggio a pagamento del campeggio Škrila.

Seguendo altre persone, verosimilmente più pratiche del luogo rispetto a noi, ci siamo incamminati lungo un sentiero che parte dal ciglio della strada e permette di raggiungere due bellissime spiagge, separate da un piccolo promontorio. Abbiamo trascorso un paio d’ore nella spiaggia più piccola e raccolta, quindi meno frequentata, dopodiché ci siamo spostati nella seconda spiaggia, più ampia e comoda soprattutto per le famiglie. Il mare, come il giorno prima a Glavotok, era molto pulito.

Stara Baška

Sul far della sera siamo partiti per rientrare a Krk, cenando a casa.

Mercoledì 30 agosto: dopo colazione, ci siamo mossi in direzione di Rudine, nella zona nord ovest dell’isola. La prima meta è stata la grotta Biserujka, alla quale si arriva dopo aver percorso una serie di stradine di campagna. La grotta, che raggiunge una profondità massima di -13 metri, è di ridotte dimensioni, ma offre comunque uno spettacolo suggestivo.

Grotta Biserujka

Una volta usciti, siamo ripartiti in direzione della cittadina di Čižići. Abbiamo fatto due passi sulla spiaggia, fino ad arrivare alla zona, segnalata dalla nostra guida, in cui molti bagnanti si cospargono con i fanghi che si formano in quel punto. I fanghi non erano però molto invitanti ai nostri occhi, per cui abbiamo deciso di non seguire l’esempio dei bagnanti.

Ci siamo poi diretti verso Vrbnik, borgo famoso per la sua produzione vinicola situato sulla costa occidentale dell’isola. Abbiamo parcheggiato l’auto poco prima del centro cittadino. Seguendo le indicazioni della guida, abbiamo iniziato a percorrere Vitezićeva Ulica, dove abbiamo potuto ammirare la cappella di Sant’Antonio (Sv. Anton). Abbiamo proseguito la passeggiata addentrandoci nei vicoli del centro, fino ad arrivare a un punto dal quale si gode di una bellissima vista sul mare antistante e sulla terraferma.

La vista da Vrbnik

Abbiamo anche percorso Klančić Ulica, che un cartello definisce come la via più stretta del mondo misurando, nel punto più stretto, 43 centimetri. Da quanto riportato su internet, però, sembrerebbe che il primato non spetti a questa viuzza. Prendendo come riferimento il campanile, abbiamo trovato, con qualche difficoltà, la strada per arrivare alla chiesa dedicata all’Assunzione di Maria. Ci siamo poi recati in Placa Vrbničkog Statuta, dove ha sede la biblioteca della famiglia Vitezić. Un incaricato ci ha detto che, per poterla visitare, avremmo dovuto attendere il ritorno di un altro addetto, previsto da lì a una mezz’ora. Abbiamo quindi deciso di occupare quel tempo per pranzare.

Abbiamo preso, alla Piekarnia Vrbnik, una panetteria di Draga Ulica, due burek: si tratta di preparazioni di pasta sfoglia farcite di carne trita e formaggio. Ci siamo accomodati sui muretti di Trg Škujica, godendoci l’ombra degli alberi. I burek si sono dimostrati molto buoni e saporiti, forse solo un po’ troppo conditi.

Siamo quindi tornati alla biblioteca della famiglia Vitezić. L’addetto nel frattempo era tornato, per cui ci ha fatto visitare la biblioteca dandoci anche informazioni sulla storia del fondatore. Uno dei pezzi di maggior valore custodito nella biblioteca è l’Atlas manualis scholasticus et itinerarius di Johann David Köhler, del quale esistono solo due copie al mondo.

Abbiamo quindi lasciato Vrbnik per spostarci a Baška. La località si trova sulla costa meridionale dell’isola, è il centro che attrae il maggior numero di vacanzieri ed è famosa per la sua lunga spiaggia. Lungo la strada abbiamo fatto una breve deviazione, all’altezza di Jurandvor, per vedere dall’esterno la chiesa di Santa Lucia (Sv. Lucija). Giunti a Baška, abbiamo lasciato l’auto al parcheggio di Ulica Kralija Tomislava. Pochi passi ci hanno permesso di arrivare alla chiesa della Santissima Trinità e a Zvonimirova Ulica, una via ricca di negozi. Addentrandoci nei vicoli, siamo arrivati alla piccola chiesa di Sant’Antonio (Sv. Antun), che sorge in una piazzetta dotata di una fontanella e decorata dagli abitanti con diverse piante. Siamo poi giunti sul lungomare, che ospita vari bar, ristoranti e hotel. La spiaggia era molto affollata, siamo comunque riusciti a trovare un po’ di spazio per noi e per le nostre cose. Abbiamo fatto il bagno e, anche in questa occasione, abbiamo potuto godere di un’acqua calma e pulita.

Verso le ore 18 siamo partiti per tornare a Krk. Per cena ci siamo recati alla Konoba Galija, consigliata dalla nostra guida e situata in Frankopanska Ulica. L’ambiente del ristorante è particolare, i tavoli sono molto grandi e tutti di legno, così come il soffitto. Abbiamo ordinato una grigliata mista di carne e una zuppa a base di molluschi. Terminata la cena, siamo rientrati a casa.

Giovedì 31 agosto: abbiamo iniziato il nostro ultimo giorno pieno sull’isola facendo un giro a Krk. Abbiamo acquistato del miele locale e delle cartoline dalle bancarelle nella zona del porto. Ci siamo poi spostati in Vela Placa, dove abbiamo potuto ammirare la Torre dell’Orologio e la bella vera da pozzo situata al centro della piazza.

Ci siamo quindi recati alla chiesa di San Quirino per visitarne la collezione sacra. All’interno della chiesa era stata allestita anche una mostra di opere del pittore Ivo Dulčić.

Terminata la visita, abbiamo acquistato i francobolli all’ufficio postale di Bodulska Ulica e ci siamo seduti sulle panchine antistanti per scrivere le cartoline. Alla Pekara Ilirija di Šetalište Svetog Bernardina abbiamo acquistato dei burek, dopodiché siamo tornati a casa per pranzare.

A metà pomeriggio siamo usciti per tornare a Glavotok, il bel posto visitato tre giorni prima. Abbiamo fatto dei gradevoli bagni e abbiamo anche gonfiato il canotto tre posti che avevo acquistato da ragazzino. Il braccio di mare di fronte a Glavotok, che divide l’isola di Cres (Cherso in italiano) da quella di Krk, è molto calmo, per cui è stato piacevole e abbastanza facile fare qualche tratta a remi, senza allontanarsi troppo dalla riva.  Prima di ripartire, ci siamo goduti il tramonto sulla spiaggia.

Tramonto a Glavotok

Una volta rientrati a Krk, abbiamo deciso di cenare al ristorante Torkul. Abbiamo nuovamente ordinato la grigliata mista di carne, buona e abbondante come la prima volta.

Venerdì 1 settembre: quando ci siamo svegliati il cielo era molto nuvoloso e cadeva un po’ di pioggia. Dopo colazione abbiamo sistemato la casa e caricato i bagagli in macchina, prima di salutare la signora Ljiljana riconsegnandole le chiavi.

Avendo un po’ di kune in moneta delle quali volevamo liberarci, ci siamo fermati alla Pekara Ilirija di Ulica Slavka Nikolića, dove abbiamo acquistato dei burek per il pranzo.

Siamo quindi partiti per Milano. Man mano che procedevamo, la pioggia aumentava sempre più tant’è che, nei pressi di Rijeka, eravamo sotto un vero e proprio diluvio.

Abbiamo trovato coda al confine con la Slovenia, dove i poliziotti controllavano i documenti di tutti i transitanti. Superata la frontiera, ci siamo fermati a uno dei tanti uffici di cambio presenti lungo la strada per convertire le restanti kune in euro. Il passaggio dalla Slovenia in Italia è poi avvenuto rapidamente come all’andata. Ci siamo fermati a un’area di servizio per mangiare i burek, ancora una volta ottimi.

Siamo quindi ripartiti e il viaggio è stato tranquillo fino a Milano.

In conclusione, possiamo dire di essere rimasti soddisfatti della vacanza a Krk. Sicuramente si tratta di una destinazione adatta a chi cerca una vacanza prettamente di mare, le spiagge sono numerose e di diverse tipologie e l’acqua è limpida ovunque. Si possono trovare comunque spunti interessanti per quanto riguarda la cultura e il trekking. Inoltre, la gente del posto è stata molto gentile con noi e la cucina proposta dai ristoranti che abbiamo provato si è dimostrata molto buona.

Cliccando qui, potete vedere le foto che abbiamo scattato. Cliccando qui, invece, potete vedere il video con le riprese che abbiamo effettuato durante la vacanza.

 

Annunci
Lascia un commento

Emilia, atto terzo: Bologna (30 giugno – 1 luglio 2017)

A inizio giugno dell’anno scorso la mia ragazza e io, assieme ad altri tre amici, abbiamo deciso di fare un breve giro a Bologna, trascorrendo fuori solo una notte. Abbiamo quindi scelto di partire da Milano venerdì 30 giugno e di rientrare sabato 1 luglio.

Essendo in cinque, abbiamo scelto di andare in auto, sia per dividere le spese, sia per maggiore comodità di orari.

Su Booking.com abbiamo cercato un appartamento che potesse ospitarci tutti. La scelta è ricaduta sul 4 Star Family & Friends Apt, situato in viale Angelo Masini 24, che ci avrebbe anche garantito la possibilità di avere un posto auto in un parcheggio privato.

Venerdì 30 giugno: siamo partiti da Milano intorno alle ore 16. Il viaggio è stato scorrevole, solo nei pressi di Bologna abbiamo trovato un po’ di traffico. Poco prima di arrivare all’appartamento abbiamo contattato il gestore, con il quale ci siamo incontrati dopo qualche minuto. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio sotterraneo e siamo saliti all’appartamento, costituito da due camere, due bagni, soggiorno, cucina e un ampio balcone. Il gestore ci ha consigliato alcuni ristoranti e ci ha dato le istruzioni per la riconsegna delle chiavi.

Dopo aver sistemato i bagagli, siamo usciti per iniziare la nostra passeggiata. La serata era fresca e piacevole. Da viale Masini siamo arrivati nel piazzale della stazione ferroviaria. Siamo passati davanti alla Scalinata del Pincio, tramite la quale si accede al Giardino della Montagnola, e abbiamo preso via dell’Indipendenza, che porta verso il centro.

Via dell’Indipendenza

Ci siamo fermati in un bar sotto i portici per prendere una birra da asporto. Camminando a ritmo lento siamo arrivati alla cattedrale di San Pietro, nella quale siamo rimasti qualche minuto.

Siamo quindi giunti in piazza Maggiore, cuore della città, dove era allestita una struttura per la proiezione cinematografica che si sarebbe tenuta la sera. Non c’è stato purtroppo il tempo per visitare la basilica di San Petronio. Dalla piazza abbiamo poi preso la pittoresca via Pescherie Vecchie. Su consiglio di un’amica, ci siamo fermati a mangiare da Zerocinquantino. Abbiamo dovuto attendere qualche minuto, dopodiché abbiamo potuto prendere posto a uno dei tavoli posti all’esterno del locale. Abbiamo ordinato un cestino di tigelle ciascuno, scegliendo la farcitura da un vasto elenco che soddisfa tutti i gusti: prosciutto cotto e crudo, mortadella, zucchine, melanzane e altro ancora. Il tutto è stato accompagnato da lambrusco, fresco e beverino.

Terminata la cena, abbiamo proseguito la passeggiata incamminandoci su via Castiglione e via Farini. Lungo la strada abbiamo incontrato molti fan di Vasco Rossi che sostavano in città prima di recarsi a Modena per il concerto che si sarebbe tenuto il giorno successivo. Tornati nei pressi di piazza Maggiore, ci siamo fermati a bere una birra seduti ai tavolini all’aperto di un bar. Visto che si stava alzando un vento piuttosto freddo, terminata la birra abbiamo percorso a ritroso via dell’Indipendenza e siamo tornati al nostro appartamento.

Sabato 1 luglio: ci siamo svegliati con calma e abbiamo fatto colazione con i succhi di frutta presenti in cucina. Siamo poi usciti e, prendendo via Mascarella, siamo arrivati in centro. Percorrendo via Moline e via Righi, siamo giunti in via Piella, dalla quale abbiamo potuto vedere il Canale delle Moline, che in quel tratto scorre in mezzo alle case.

Canale delle Moline

Abbiamo proseguito lungo via Marsala e via Oberdan, fino a giungere in piazza di Porta Ravegnana, dove abbiamo potuto ammirare le famose Due Torri, la torre degli Asinelli e la torre Garisenda.

Le Due Torri

Poco distante, in via de’ Giudei, ci siamo fermati al negozio “La Tarlatana“, che vende incisioni e stampe d’arte. La mia ragazza ha acquistato una bella stampa raffigurante una melagrana.

Ci siamo poi incamminati lungo via dell’Inferno e vicolo Luretta, fino ad arrivare in via Mentana 1, dove ha sede l’Osteria dell’Orsa, uno dei ristoranti che ci erano stati consigliati dal gestore dell’appartamento. Ci siamo accomodati a uno dei grandi tavoli di legno e abbiamo ordinato dei crostini caldi con formaggi e salumi come antipasto e delle tagliatelle al ragù come piatto principale. Abbiamo poi concluso il pasto con tiramisù, caffè e amaro.

Pienamente soddisfatti del pranzo, abbiamo proseguito la passeggiata dirigendoci nei pressi di piazza Maggiore fino ad arrivare in via Massimo D’Azeglio, dove abbiamo potuto vedere dall’esterno la casa di Lucio Dalla.

Casa di Lucio Dalla

Ci siamo quindi lentamente incamminati verso l’appartamento. Una volta arrivati abbiamo preso l’auto dal garage, abbiamo riconsegnato le chiavi in portineria e siamo ripartiti per Milano, dove siamo giunti intorno alle ore 18.

Meno di ventiquattro ore non sono assolutamente sufficienti per poter apprezzare in pieno una città interessante come Bologna, quindi sarà d’obbligo un’altra visita in futuro. È stata comunque una piacevole gita durante la quale abbiamo visto dei bei posti e abbiamo mangiato ottimamente.

Lascia un commento

Emilia, atto secondo: Parma (25-26 marzo 2017)

Essendoci trovati bene durante il nostro fine settimana a Salsomaggiore e Ferrara, la mia ragazza e io abbiamo deciso di trascorrere un altro week-end in Emilia verso la fine di marzo. La meta prescelta è stata Parma.

Dati gli ottimi collegamenti ferroviari tra Milano e Parma, abbiamo scelto di utilizzare il treno. Sul sito di Trenitalia abbiamo quindi acquistato i biglietti del Freccia Bianca delle ore 7.35 di sabato 25 marzo per l’andata e del regionale delle 18.18 di domenica 26 marzo per il ritorno.

Su Booking.com abbiamo poi cercato l’albergo. La scelta è ricaduta sull’Opera B&B, situato in strada Garibaldi 11, a breve distanza dal Teatro Regio.

Sabato 25 marzo: ci siamo svegliati presto e ci siamo recati alla stazione Centrale di Milano. Il viaggio in treno è stato rapido e tranquillo. A Parma abbiamo trovato una bella giornata di sole, la temperatura era piacevole. Dal piazzale della stazione abbiamo preso via Verdi, che porta verso il centro. Abbiamo svoltato in via Bodoni, prendendo poi strada Garibaldi, dalla quale abbiamo potuto vedere il Palazzo della Pilotta.

Palazzo della Pilotta

Abbiamo poi preso strada Melloni, dove abbiamo visto il cartello che indicava Il Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari. Abbiamo scoperto che l’indomani pomeriggio ci sarebbe stato uno spettacolo gratuito, tenuto dalla compagnia I Burattini dei Ferrari, e ci siamo ripromessi di partecipare. Abbiamo quindi percorso borgo del Parmigianino, borgo Retto e strada Aurelio Saffi, giungendo nella centrale strada della Repubblica. Siamo passati davanti a Palazzo Pigorini e abbiamo svoltato in strada XXII luglio. Al civico 3/A abbiamo trovato il Bar Giulia e abbiamo deciso di fermarci per fare colazione con cappuccino e brioche.

Riprendendo strada della Repubblica, siamo arrivati in piazza Garibaldi, dove ha sede l’Ufficio d’informazione e accoglienza turistica di Parma.

Piazza Garibaldi

Abbiamo quindi colto l’occasione per prendere una piantina della città e per consultare il programma degli eventi previsti per il fine settimana. Siamo venuti a conoscenza del fatto che, da lì a pochi minuti, ci sarebbe stata la visita guidata dal titolo “Percorso del Cinquecento a Parma attraverso le opere di Correggio”. Abbiamo contattato la guida turistica Sandra Baiocchi per prenotarci. La guida ci ha dato appuntamento davanti all’ufficio di promozione turistica: una volta arrivata, abbiamo scoperto che saremmo stati gli unici partecipanti alla visita.

La signora Baiocchi si è dimostrata sin da subito gentile e affabile. Attraverso strada Cavour e strada Duomo, ci ha condotti in piazza Duomo, dove si trovano il battistero e la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta.

La cattedrale e il campanile

Per una questione di orari, però, la visita è cominciata dall’abbazia di San Giovanni Evangelista, situata alle spalle della cattedrale. La signora Baiocchi ci ha illustrato la storia e le opere della chiesa, in particolare la cupola affrescata dal Correggio, dopodiché ci siamo trasferiti nella cattedrale. Anche in questo caso la spiegazione della guida è stata interessante e ricca di dettagli, soprattutto in relazione alla Deposizione della Croce di Benedetto Antelami e alla cupola, sempre affrescata dal Correggio con l’Assunzione della Vergine. Una volta usciti, ci siamo recati alla Camera di San Paolo, situata in strada Melloni. La signora Baiocchi ci ha illustrato e svelato il significato delle bellissime volte e la cappa del camino che il Correggio affrescò su incarico della badessa Giovanna da Piacenza.

La visita si è conclusa verso le ore 14, abbiamo ringraziato la signora Baiocchi per il suo servizio e abbiamo ripreso la nostra passeggiata. In piazza della Steccata abbiamo potuto ammirare dall’esterno la bella basilica di Santa Maria della Steccata. Ci siamo quindi fermati al Bar Panificio 10, situato nella stessa piazza, dove abbiamo pranzato con dei tranci di pizza margherita e ai funghi.

Finito di mangiare, abbiamo contattato il titolare dell’Opera B&B per fare il check-in ed entrare in camera. Ci siamo quindi trovati con lui davanti all’alloggio dopo circa un quarto d’ora. Il titolare, molto gentile, ci ha mostrato la stanza e ci ha fornito le indicazioni per la colazione e la rete wi-fi. Ci ha anche chiesto se avessimo prenotato un ristorante per la cena. Alla nostra risposta negativa, il titolare ci ha invitato a prenotare al più presto un tavolo, spiegandoci che a Parma il sabato sera i ristoranti sono sempre pieni. Ci ha dato anche i biglietti da visita di alcuni locali da lui consigliati. Una volta in camera, abbiamo chiamato i ristoranti, che si sono effettivamente rivelati tutti al completo. Abbiamo quindi deciso di non preoccuparci troppo per la cena, avremmo mangiato qualcosa dove fosse capitato.

Siamo poi usciti e, arrivati in piazza Garibaldi, abbiamo preso strada Farini, una bella via pedonale ricca di locali e ristoranti. Siamo giunti fino al civico 90, presso il quale ha sede l’Orto Botanico di Parma e il Museo di Storia Naturale. Approfittando dell’apertura pomeridiana straordinaria, abbiamo fatto due passi nei bei vialetti dell’orto, prima di entrare nelle sale del museo per osservare le collezioni esposte di lepidotteri, vertebrati e reperti fossili.

I vialetti dell’Orto Botanico

Una volta usciti, siamo entrati in alcuni ristoranti di strada Farini per chiedere se avessero un tavolo per cena, ma non siamo stati fortunati.

Siamo quindi tornati, per la terza volta nel corso della giornata, in strada Melloni, al fine di visitare Il Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari. Il museo ospita una bella collezione di marionette e burattini di varie epoche e di diversa provenienza geografica.

Terminata la visita, abbiamo proseguito la passeggiata tornando verso il centro e prendendo il ponte di Mezzo, che permette di superare il torrente Parma. Dopo aver camminato un po’ lungo strada Massimo D’Azeglio, siamo tornati sui nostri passi fino ad arrivare nuovamente in piazza Garibaldi. I portici del municipio ci hanno offerto un po’ di riparo dal temporale che in quel momento era scoppiato.

Diminuita la pioggia, ci siamo incamminati lungo strada della Repubblica, fino a giungere in via Mentana. Abbiamo notato l’ingresso dell’Osteria Scacco Matto, avendo tavoli liberi abbiamo deciso di non cercare oltre e di fermarci lì per cena. Abbiamo ordinato un piatto di salumi misti, dopodiché tagliatelle al salmone e risotto ai funghi. Siamo poi tornati al nostro bed&breakfast e la giornata si è conclusa.

Domenica 26 marzo: dopo esserci svegliati e preparati, abbiamo fatto colazione nella zona dedicata. Siamo quindi usciti e ci siamo recati al vicino Palazzo della Pilotta. La visita è iniziata dal Teatro Farnese, molto particolare per via della sua struttura interamente in legno.

Teatro Farnese

Da lì, siamo passati negli ambienti del Museo Archeologico, dove abbiamo potuto ammirare reperti egizi, greci ed etruschi, oltre a molti rinvenuti nel territorio di Parma. Il percorso si è poi concluso con la visita della galleria nazionale, che raccoglie, tra le altre, opere del Correggio, del Parmigianino, del Canaletto e di Canova.

Siamo usciti dal complesso intorno all’ora di pranzo per cui, ricordandoci dei consigli del titolare del bed&breakfast, ci siamo recati alla Trattoria del Tribunale, situata in vicolo Politi 5, per l’appunto a poca distanza dal tribunale. Siamo stati più fortunati rispetto alla sera precedente e abbiamo trovato un tavolo disponibile da lì a una mezz’ora. Abbiamo atteso seduti sui muretti di piazzale Arrigo Boito poi, una volta entrati, abbiamo ordinato gnocco fritto con salumi e tagliolini al culatello. Abbiamo gradito moltissimo il pranzo, tutto è stato buonissimo e di ottima qualità.

Usciti dal ristorante, abbiamo preso strada Mazzini scendendo poi in piazza Ghiaia. Abbiamo dato un’occhiata alle bancarelle, posizionate sotto una tettoia in vetro, dopodiché abbiamo preso il ponte Verdi per arrivare al Parco Ducale. All’ingresso ci ha accolti la vista del bel Palazzo Ducale. Abbiamo poi passeggiato lungo i viali ben curati, fino ad arrivare al laghetto, al centro del quale vi è un isolotto che ospita la Fontana del Trianon.

Fontana del Trianon

Terminata la passeggiata al parco, siamo andati al Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari per assistere allo spettacolo di cui eravamo venuti a conoscenza il giorno prima. Ci siamo accomodati nella sala che poco alla volta si è riempita fino all’esaurimento dei posti disponibili. Lo spettacolo è stato molto interessante e divertente, ha presentato vari personaggi della tradizione e in particolar modo Bargnocla, burattino tipico di Parma.

Concluso lo spettacolo, siamo andati in stazione, dove alle ore 18.18 ci aspettava il treno regionale per tornare a Milano.

A Parma ci siamo trovati molto bene sotto ogni punto di vista. La città è bella e tranquilla, le persone sono ospitali e cordiali, il cibo è ottimo: si propone quindi come meta ideale per un piacevole fine settimana.

Cliccando qui, potete vedere le foto che abbiamo scattato nei due giorni a Parma. Cliccando qui, invece, potete vedere il video.

1 Commento

Un week-end in Emilia: Salsomaggiore Terme (PR) e Ferrara (25-27 febbraio 2017)

Avendo un po’ di tempo libero dal lavoro, la mia ragazza e io abbiamo pensato di trascorrere qualche giorno di svago in Emilia, dal 25 al 27 febbraio, giusto a un anno di distanza dal nostro week-end a Venezia. Verso metà gennaio abbiamo iniziato a organizzarci. Abbiamo deciso di suddividere il tempo a nostra disposizione tra due mete che potessero offrirci esperienze diverse, Salsomaggiore Terme e Ferrara. Nella prima, avremmo potuto trascorrere momenti di relax alle terme, mentre con la seconda avremmo avuto l’occasione di visitare una delle più belle città d’Italia.

Come mezzo di trasporto, abbiamo scelto l’auto, dopo aver scartato l’opzione treno a causa di orari poco favorevoli per le coincidenze fra le diverse tratte. Ci siamo quindi informati sui parcheggi più comodi. Per Salsomaggiore, abbiamo individuato come ideale il parcheggio di viale del Lavoro, situato di fronte alle Terme Zoja. Per Ferrara, invece, abbiamo scelto il parcheggio di via Darsena.

Su Booking.com abbiamo poi prenotato gli alberghi: l’Hotel Botton d’Oro a Salsomaggiore e l’Ippogrifo Room&Breakfast a Ferrara, entrambi per una notte.

Sul sito delle Terme Berzieri di Salsomaggiore, abbiamo scelto il programma Day Spa del centro benessere, comprendente l’ingresso alla zona Mari d’Oriente e al percorso Aria/Acqua. Per essere maggiormente sicuri abbiamo prenotato l’ingresso telefonando alle Terme.

Infine, abbiamo acquistato su internet la guida di Ferrara scritta da Marcello Toffanello ed edita da Skira, dotata anche di una mappa estraibile della città.

Sabato 25 febbraiosiamo partiti da Milano verso le ore 8.30. Il cielo era nuvoloso, ma la pioggia prevista non ha fatto la sua comparsa. Il viaggio è stato tranquillo e senza traffico, siamo arrivati a Salsomaggiore Terme poco prima delle 10.30. Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio di viale del Lavoro e ci siamo diretti all’Hotel Botton d’Oro, situato in via Gragnani 5. Ci ha accolti Giuseppe, che ci ha dato le indicazioni sulla colazione e sulla rete wi-fi, ci ha fornito un buono sconto del 20% per l’ingresso alle Terme Berzieri e ci ha accompagnati nella nostra camera. Dopo aver sistemato i bagagli, siamo usciti.

Dopo aver percorso pochi passi siamo arrivati di fronte al bellissimo palazzo in stile liberty delle Terme Berzieri. Prima di entrare, però, ci siamo fermati al Caffè Orientale di via Divisione Julia per mangiare un trancio di pizza margherita e una brioche.

Terme Berzieri

Una volta entrati alle terme, abbiamo potuto ammirare le magnifiche decorazioni dell’atrio del palazzo e delle scalinate. Abbiamo pagato l’ingresso, usufruendo dello sconto ricevuto all’albergo, e siamo saliti al primo piano, dove un’addetta ci ha fornito gli accappatoi, i teli e le chiavi degli armadietti, accompagnandoci poi agli spogliatoi.

Abbiamo iniziato il trattamento di relax dal percorso Aria/Acqua, situato allo stesso piano degli spogliatoi. Per giungervi, è necessario percorrere i corridoi che ospitano le stanze per i massaggi e i trattamenti estetici. Siamo entrati nel tiepidarium, dove siamo restati per una decina di minuti seduti sulle panche piastrellate, prima di passare a un ambiente decisamente più caldo. Ci siamo quindi spostati nella zona fredda del percorso, dove la nostra attenzione è stata attirata dalla doccia scozzese: al posto del soffione, vi era un secchio riempito di acqua fredda, da rovesciare tirando una catenella. Raccolto sufficiente coraggio, ci siamo posizionati sul piatto della doccia, abbiamo tirato la catenella e abbiamo ricevuto la nostra secchiata di acqua gelata. E’ stato un momento molto divertente. Siamo quindi passati alle docce dotate di getti orizzontali, ideali per ridurre le tensioni della schiena. Infine, abbiamo fatto il percorso Kneipp, dotato di vasche di acqua calda e fredda, nelle quali camminare per migliorare la circolazione sanguigna di gambe e piedi.

Siamo usciti dalla zona Aria/Acqua, percorrendo a ritroso i corridoi e sostando qualche minuto nella zona relax per bere del tè caldo. Prendendo l’ascensore, siamo poi scesi al piano delle piscine Mari d’Oriente, per le quali viene utilizzata acqua salsobromoiodica. Abbiamo subito notato una maggiore affluenza rispetto alla zona del percorso Aria/Acqua. Ci siamo immersi nella piscina “Mare dell’Energia”, dotata di due vasche, una di acqua calda e una di acqua fredda, alle quali si accede tramite un camminamento. Ci siamo poi spostati nella piscina “Mare dell’Armonia”, divisa in zone con idromassaggi di diverso tipo e docce e lame d’acqua per il massaggio cervicale. Le sensazioni che si possono provare sono quindi sia di rilassamento, sia di energica tonificazione, a seconda della zona in cui ci si trova. Quando il rumore degli idromassaggi ha iniziato a stancarci, ci siamo trasferiti nella piscina “Mare della Musica”, dove si può solo leggermente udire una melodia rilassante, diffusa anche sott’acqua. Usciti dalla piscina, siamo tornati al primo piano per un secondo giro nel percorso Aria/Acqua, dopodiché ci siamo riposati sulle sdraio poste nell’atrio. Siamo quindi scesi nuovamente ai Mari d’Oriente e abbiamo trascorso ancora un’oretta nelle piscine, concludendo così il nostro trattamento di relax. Prima di andare via, abbiamo fatto qualche foto sulle bellissime scalinate.

Una volta usciti, abbiamo trovato molto movimento nel piazzale antistante le terme; erano infatti in corso gli allestimenti per la Verdi Marathon che sarebbe partita l’indomani proprio da Salsomaggiore Terme. Siamo quindi tornati all’albergo per un po’ di riposo prima di andare a cena. Un’amica ci aveva consigliato la Trattoria Bellaria, situata in via Bellaria 14. Dopo una breve passeggiata siamo arrivati alla trattoria, dove il titolare ci ha fatto accomodare nella sala, molto accogliente e dall’aria familiare. Abbiamo ordinato torta fritta con salumi come antipasto, seguita da tagliatelle ai funghi e tartufo. Il pasto è stato ottimo e ci ha lasciati completamente soddisfatti. Siamo quindi tornati in albergo e la giornata si è conclusa.

Domenica 26 febbraio: ci siamo svegliati con calma e abbiamo fatto colazione nella saletta dell’albergo, impreziosita da una bella vetrata in stile liberty. Siamo quindi partiti alla volta di Ferrara, dove siamo arrivati intorno a mezzogiorno. Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio di via Darsena. Da lì, pochi minuti a piedi ci hanno condotti all’Ippogrifo Room&Breakfast, situato in via Ragno 17. Siamo stati accolti dai due gentilissimi titolari, che ci hanno fatto subito sentire a nostro agio. Ci siamo sistemati in camera, che era profumata e curata in oggi dettaglio, dopodiché siamo usciti per un prima passeggiata in città e per pranzare.

Prendendo via San Romano, siamo giunti nell’ampia piazza Trento e Trieste, dove si trova la cattedrale di Ferrara, dedicata a San Giorgio e dotata di un bel campanile.

Cattedrale di San Giorgio

Nella piazza erano state allestite delle bancarelle. Presso una di queste abbiamo acquistato una bellissima calamita da frigo dipinta a mano che rappresenta la facciata della cattedrale, che purtroppo non abbiamo potuto ammirare essendo interessata in quel periodo da lavori di conservazione.

Abbiamo deciso di pranzare presso Come vuoi…, in via San Romano 25, dove si può scegliere di mangiare uno dei panini del menù oppure comporne uno con gli ingredienti che più si preferiscono. La nostra scelta, per comodità, è ricaduta su due baguette della lista: il Pegaso, con porchetta, lattughino e mozzarella di bufala, e il Minosse, con capocollo di Martina DOC, mozzarella e rucola. Il locale era affollato, ma siamo riusciti a ritagliarci un angolino per poter mangiare all’interno seduti sugli alti sgabelli.

Una volta terminato il pasto, abbiamo proseguito la passeggiata osservando la Torre dei Ribelli e la Torre dell’Orologio. Prendendo poi corso Porta Reno e corso Martiri della Libertà, siamo giunti al Castello Estense e abbiamo deciso di visitarlo.

Castello Estense

Attraverso le prigioni e le varie sale del palazzo, che descrivono anche la storia della genealogia estense, siamo giunti alla Loggia degli Aranci, dalla quale si gode un bel panorama della città.

Veduta dal Castello Estense

Siamo poi tornati in via San Romano, dove abbiamo approfittato dell’ingresso gratuito per visitare il Museo della Cattedrale, che raccoglie codici e decorazioni provenienti dalla cattedrale stessa. Siamo poi entrati nella cattedrale per una breve visita prima dell’inizio della messa.

Una volta usciti, abbiamo deciso di prendere uno spritz presso il Quanto Basta Cafè di corso Martiri della Libertà 17, proprio di fronte al Castello Estense. Per la cena, invece, ci siamo recati all’Osteria degli Ulivi, situata in via Ragno 17, proprio sotto al nostro alloggio. Abbiamo ordinato, come antipasto, un tagliere di salumi misti serviti con piadina tagliata a fette. Come piatto principale, invece, abbiamo scelto i cappellacci di zucca, tipici di Ferrara. La cena è stata buona e favorita anche dalla tranquillità del locale, un ottimo modo per concludere la giornata.

Lunedì 27 febbraiodopo esserci preparati, ci siamo recati nella saletta del bed&breakfast per fare colazione. I proprietari preparano personalmente e con estrema cura i dolci che servono, tutti eccezionali. Abbiamo lasciato i bagagli alla reception e siamo usciti per continuare la nostra esplorazione della città.

Oltrepassando il Castello Estense, abbiamo preso corso Ercole I d’Este, giungendo fino alla Pinacoteca Nazionale e all’adiacente Palazzo dei Diamanti. Abbiamo poi svoltato in corso Porta Mare, facendo una piacevole passeggiata nel Parco Massari e nell’Orto Botanico.

Parco Massari

Abbiamo quindi visto la vicina e ampia piazza Ariostea, per poi imboccare via Palestro, svoltando in corso della Giovecca e arrivando fino al Parco Pareschi, dove ci siamo riposati qualche minuto sulle panchine. Abbiamo proseguito per via Coramari e via Praisolo, per poi svoltare in via Borgo di Sotto. Siamo così giunti al Museo Schifanoia, in via Scandiana 23, che abbiamo però potuto vedere solo esternamente essendo in quel momento chiuso. Da lì, abbiamo percorso la pittoresca via del Mellone e, continuando su via Carlo Mayr, siamo tornati nel centro storico.

Per il pranzo, abbiamo scelto la Trattoria Da Noemi, situata in via Ragno 31. Per continuare con la cucina locale, abbiamo ordinato ancora dei cappellacci di zucca e la classica salama da sugo ferrarese accompagnata da purè. Come dolce, invece, abbiamo scelto un tiramisù e una fetta di torta Tenerina al cioccolato. Il pasto è stato ottimo e abbiamo lasciato la trattoria molto soddisfatti.

Ci siamo concessi ancora un po’ di tempo per passeggiare nei dintorni della cattedrale e per bere un caffè da 91sanromano, situato per l’appunto in via San Romano 91. Siamo quindi tornati al bed&breakfast per recuperare i bagagli e siamo partiti per Milano.

Per concludere, posso dire che si è trattato di un piacevolissimo fine settimana, fatto di relax, benessere, cultura e ottimo cibo. Salsomaggiore Terme e Ferrara sono quindi mete che vale la pena visitare, ognuna con le sue caratteristiche peculiari. Cliccando qui, potete vedere le foto scattare durante il week-end. Cliccando qui, invece potete vedere il video.

Lascia un commento

Terme di Miradolo (PV) – 20 agosto 2016

La scorsa estate, per impegni lavorativi, la mia ragazza e io non abbiamo potuto organizzare le consuete vacanze estive. Abbiamo però deciso di concederci una giornata alle terme, che tanto amiamo. Non volendo andare troppo lontano, abbiamo preso in considerazione le località termali lombarde nei pressi di Milano. Dopo aver valutato le terme di Salice e quelle di Rivanazzano, la scelta è ricaduta sulle Terme di Miradolo, in provincia di Pavia. Si trovano infatti a soli sessanta chilometri da Milano, e sul sito internet dello stabilimento abbiamo trovato la soluzione ideale per noi, sia a livello di prezzi che di orari, cioè il biglietto cumulativo per l’ingresso al centro benessere La Salina e alle Terme Romane. Con questo biglietto, infatti, è possibile usufruire, dalle 10 alle 18,30, delle piscine di acqua termale, delle vasche idromassaggio, del percorso di acqua calda e fredda, del bagno turco, del tiepidarium e del melmarium. Con questa soluzione è inoltre compreso l’accesso alle piscine all’aperto.

Sabato 20 agosto 2016 siamo partiti in auto da Milano verso le 9.30 in direzione delle terme di Miradolo. Il cielo era nuvoloso, per cui abbiamo pensato che non sarebbe stata la giornata ideale per sfruttare le piscine all’aperto. Non ce ne siamo però dispiaciuti più di tanto, dato che a noi interessavano soprattutto le piscine termali coperte. Il viaggio è stato tranquillo e senza traffico, siamo arrivati a Miradolo poco prima delle 10.30. Abbiamo lasciato la macchina nell’ampio parcheggio riservato ai clienti delle terme e siamo entrati nello stabilimento.

L’ingresso delle Terme di Miradolo

Allo sportello un’addetta ci ha spiegato le regole d’accesso alla struttura e ci ha dato il braccialetto rosso da indossare: in questo modo il personale si sarebbe subito reso conto del pacchetto da noi acquistato. L’addetta ci ha fornito anche due bicchieri di plastica per assaggiare le acque termali delle quattro fonti presenti nel parco.

Abbiamo percorso i vialetti del giardino per raggiungere il centro benessere La Salina, posto all’estremità del parco. Il cielo era nuvoloso anche a Miradolo, e infatti le piscine esterne erano deserte.

Le piscine esterne del centro benessere La Salina

Alla reception del centro benessere, un’altra addetta ci ha riepilogato i servizi di cui avremmo potuto usufruire e ci ha fornito il telo e il lucchetto per l’armadietto. Al banco erano presenti anche dei cartelli che illustravano la composizione e le proprietà delle acque delle piscine: i sali presenti sono bromo, iodio, litio, magnesio e zolfo. Ci siamo quindi cambiati negli spogliatoi, abbiamo fatto la doccia e siamo entrati nell’area delle piscine. La più grande, quella centrale, è a forma di otto e sormontata da un ponticello per spostarsi comodamente da un lato all’altro della sala.

L’area relax e la piscina principale

Vi è poi una seconda piscina, più piccola e di forma circolare, dotata di un camminamento per il percorso vascolare. Ai lati della sala vi sono diversi lettini ad uso degli ospiti, oltre a una zona dotata di cyclette e di poltrone per potersi rilassare.

L’area fitness e la piscina circolare

Ci siamo immersi nella piscina centrale, la cui acqua termale ha una temperatura di 26 gradi. Abbiamo subito provato anche le due vasche idromassaggio, poste agli estremi della piscina, che funzionano alternativamente. La sensazione di relax era molto gradevole, per cui abbiamo trascorso diverso tempo nelle vasche. Ci siamo poi trasferiti nella piscina con l’acqua calda dove, oltre all’idromassaggio, abbiamo potuto fare anche il già citato percorso vascolare, dotato di alcuni saliscendi e che alterna acqua calda ad acqua fredda. Siamo poi scesi alle Terme Romane, situate al piano inferiore, dove abbiamo potuto entrare nel bagno turco, cospargerci di fango nel melmarium e rilassarci nel tiepidarium.

Dopo la doccia per rimuovere il fango, ci siamo cambiati e siamo usciti per pranzare nel parco con i panini che avevamo portato da casa. In quel momento stava scendendo una leggera pioggia, per cui ci siamo riparati sotto la cupola della fonte termale Saline di Santa Maria. Una volta finito di mangiare, visto che aveva smesso di piovere, abbiamo fatto due passi nel parco, per poi trascorrere qualche minuto seduti ai tavolini all’aperto del bar.

Rientrati nel centro benessere, ci siamo assopiti sui lettini posti a bordo piscina, cullati dal rumore dell’acqua scrosciante. Abbiamo poi ripreso il nostro percorso di relax, passando più volte dalla piscina a forma di otto a quella di acqua calda, per poi concludere con un’altra sosta nell’area delle terme romane. Siamo tornati negli spogliatoi circa mezz’ora prima dell’orario di chiusura.

Una volta nel parco, abbiamo assaggiato le quattro acque termali presenti. Oltre alla già citata fonte Saline di Santa Maria, vi sono la fonte Ca’ di Rho, la fonte San Pietro e la fonte Vittoria, ognuna con le sue specifiche proprietà e indicazioni di dosaggio. Siamo quindi usciti, abbiamo ripreso l’auto e siamo tornati a casa.

In conclusione, posso dire senza dubbio di aver passato una piacevolissima giornata di relax, anche la scarsa affluenza dovuta al tempo incerto ha avuto la sua parte di merito. In ogni caso, mi sento tranquillamente di consigliare le Terme di Miradolo a tutti coloro che vogliono rilassarsi senza spendere troppo e senza andare in contesti esclusivi. Le strutture del centro benessere sono buone e il personale gentile e professionale. Per chi abita a Milano o dintorni, vi è poi il vantaggio della vicinanza geografica. Data l’esperienza positiva, sicuramente torneremo alle Terme di Miradolo quando sentiremo la necessità di ricaricare un po’ le pile.

Lascia un commento

Milano, CityLife e Portello – 30 giugno 2016

Negli ultimi anni, sulla spinta dello spostamento della Fiera Campionaria a Rho e della costruzione della linea 5 della metropolitana, alcune zone di Milano sono state interessate da profondi cambiamenti.

Laddove sorgeva appunto la Fiera, è nato CityLife, il progetto di riqualificazione dell’area, che ha previsto la costruzione (parte della quale è ancora in corso) di grattacieli, giardini ed edifici a scopo residenziale. Al progetto hanno partecipato gli architetti Daniel Libeskind, Arata Isozaki e Zaha Hadid, recentemente scomparsa.

L’area della vecchia fabbrica dell’Alfa Romeo, al Portello, ha subito anch’essa un’opera di riconversione, attraverso la costruzione di parchi e complessi a uso direzionale e abitativo.

Avendo un po’ di tempo libero dal lavoro, giovedì 30 giugno, nel pomeriggio, ho deciso di fare un giro in queste due zone, che non avevo ancora visitato dopo i lavori di riqualificazione.

Partendo dal capolinea San Siro Stadio della linea 5 della metropolitana, sono sceso alla stazione Tre Torri, situata nella piazza omonima, il cuore dell’area CityLife. Al momento, sono presenti solo due delle tre torri previste: la Torre Isozaki è stata completata, la Torre Hadid è in fase di costruzione mentre, per quello che riguarda la Torre Libeskind, sono da poco iniziati i lavori.

Sono uscito dall’area CityLife percorrendone il perimetro, in modo da poter vedere da vicino le residenze Hadid e Libeskind, entrambe di gran pregio e interessanti a livello di design. Sono quindi rientrato attraverso via Luciano Berio arrivando in piazza Elsa Morante, della quale ho apprezzato i giardini e la fontana.

Percorrendo un sentiero che passa accanto alle residenze e all’orto fiorito, sono arrivato nei pressi di piazzale Arduino. Da lì, ho proseguito lungo viale Eginardo e viale Scarampo, giungendo all’area del Portello situata subito dopo gli edifici di Fiera Milanocity. Sono entrato nella grandissima piazza Gino Valle, sulla quale si affacciano i palazzi di Vittoria Assicurazioni, di LG e di Casa Milan. Il sole era in quel momento era fortissimo, per fortuna la struttura quadrata situata al centro della piazza offriva un po’ di riparo.

Attraverso il ponte pedonale di recente costruzione, ho superato viale Renato Serra e ho raggiunto il Parco Industria Alfa Romeo. Ho passeggiato lungo i sentieri alberati e mi sono riposato qualche minuto sulle panchine sistemate sul bordo del bel laghetto: in quel momento erano presenti solo altre due persone, l’atmosfera era molto calma e rilassante. Sono poi salito sulla collinetta che tante volte avevo visto dalla circonvallazione, percorrendo uno dei due tracciati a spirale che la solcano lungo i fianchi. Dalla cima, si può ben osservare il parco e l’area del Portello con le sue nuove costruzioni.

Sono quindi sceso lungo l’altro percorso a spirale, giungendo in viale Renato Serra, dove ho preso l’autobus per poi dirigermi verso casa.

Durante la passeggiata ho fatto qualche ripresa, con cui poi ho montato un breve video. Lo potete vedere cliccando qui.

 

1 Commento

Venezia (26-28 febbraio 2016)

Già da tempo, la mia ragazza e io desideravamo trascorrere un fine settimana a Venezia. C’eravamo stati entrambi da bambini, per cui ritenevamo opportuno rinfrescare un po’ la memoria. Verso i primi giorni di gennaio abbiamo preso nuovamente in considerazione l’idea del viaggio, individuando il periodo ideale nei giorni da venerdì 26 a domenica 28 febbraio.

Come prima cosa, ci siamo occupati di prenotare i mezzi di trasporto. Per l’andata, abbiamo scelto il treno Freccia Bianca di Trenitalia, con partenza da Milano Centrale alle 8.05 e arrivo a Venezia Santa Lucia alle 10.40. Per il ritorno, invece, dato che i prezzi dei treni del tardo pomeriggio erano alti, abbiamo valutato l’opzione pullman. Abbiamo consultato i siti delle compagnie Megabus e Flixbus, trovando su quest’ultimo la soluzione per noi migliore. Abbiamo quindi prenotato due posti sul pullman Flixbus con partenza da Venezia Tronchetto alle 18.30 e arrivo alla stazione di Milano Lampugnano alle 22.50.

Ci siamo quindi occupati dell’albergo. Su Trivago abbiamo individuato alcune sistemazioni che avrebbero potuto fare al caso nostro, scegliendo infine l’hotel Ca’ Due Leoni, situato nel sestiere di Cannaregio. Abbiamo prenotato la stanza tramite il sito Hotels.com, dato che offriva il prezzo più conveniente. La mia ragazza ha trovato a casa una guida su Venezia, un po’ datata ma ancora valida e dotata di cartina. Infine, ho scaricato sul mio smartphone Android le applicazioni di Trenitalia, Flixbus e Hotels.com, in modo da avere tutti i dati di viaggio a portata di mano.

Venerdì 26 febbraio: ci siamo svegliati di buon mattino per recarci alla Stazione Centrale di Milano. Una volta arrivati, abbiamo appreso di un guasto ferroviario in provincia di Vercelli. Il nostro treno, provenendo da Torino, è stato interessato dal problema tecnico, con il risultato che siamo partiti con circa un quarto d’ora di ritardo. Il viaggio è stato tranquillo e piacevole, sebbene la pioggia ci abbia a tratti accompagnato.

Giunti a Venezia, siamo stati accolti da freddo e vento molto intensi. Non appena usciti dalla stazione di Santa Lucia, però, la vista del Canal Grande e della chiesa dei Santi Simeone e Giuda ci ha fatto subito dimenticare il clima ostile. Seguendo le indicazioni riportate sul sito di Ca’ Due Leoni, ci siamo incamminati lungo Rio Terà Lista di Spagna per raggiungere l’albergo. Abbiamo svoltato in Fondamenta Sebastiano Venier subito prima del Ponte delle Guglie, costeggiando il canale di Cannaregio.

Il canale di Cannaregio e il Ponte delle Guglie

Proseguendo lungo Fondamenta Savorgnan, siamo arrivati al Ponte della Crea, dopo il quale abbiamo svoltato in Fondamenta de l’Ospisio Da Ponte, sbucando poi in Campiello della Pazienza e trovando il nostro hotel.

Siamo stati accolti dal titolare, il signor Vladimiro, che ci ha indicato i punti di Venezia da non perdere, raccontandoci anche qualche aneddoto sulla storia della città. Ci ha poi accompagnati nella nostra stanza, dandoci le password per la rete Wi-Fi e spiegandoci le modalità della colazione: non avendo l’albergo una sala apposita, durante l’inverno le colazioni vengono servite direttamente in stanza, mentre in estate viene utilizzato il giardino. Sfruttando il bollitore presente in camera, abbiamo bevuto un tè, dopodiché siamo usciti per iniziare la visita della città.

Siamo tornati al Ponte delle Guglie, lo abbiamo attraversato e ci siamo incamminati lungo Rio Terà San Leonardo, rimanendo affascinati dai palazzi e dagli scorci dei canaletti che comparivano qua e là.

Uno scorcio di un canale

Siamo giunti fino alla chiesa dei Santi Apostoli, poi, essendosi fatta ora di pranzo, siamo tornati sui nostri passi per mangiare qualcosa al Panificio Rizzo, situato lungo la Strada Nuova. Abbiamo preso dei panini con prosciutto cotto e dei classici tramezzini veneziani con melanzane e polpa di granchio.

Dopo aver bevuto un caffè in un bar poco distante, abbiamo proseguito la passeggiata lungo la Strada Nuova, giungendo fino a piazza San Marco: la basilica e il campanile ci hanno accolti con la loro maestosità.

Piazza San Marco

La piazza ospitava un buon numero di turisti, ma si poteva passeggiare senza problemi. Alcuni addetti, nel frattempo, stavano cominciando a predisporre le passerelle per l’acqua alta, il cui arrivo era previsto per la notte tra domenica e lunedì. Attraversando la piazza, siamo giunti alla Riva degli Schiavoni, godendo della vista dell’isola di San Giorgio Maggiore e della basilica omonima, situate proprio di fronte.

Veduta dell’isola di San Giorgio Maggiore

Abbiamo proseguito la passeggiata, abbiamo ammirato il celebre Ponte dei Sospiri e siamo arrivati fino al Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II. Siamo poi tornati in piazza San Marco.

Il Ponte dei Sospiri

Dopo aver trascorso qualche istante in coda, siamo entrati nella Basilica di San Marco. Abbiamo potuto ammirare le decorazioni auree e i mosaici disposti in tutta la chiesa. Ci siamo seduti sulle panche per leggere quello che la nostra guida diceva a proposito della basilica, dopodiché siamo usciti.

La basilica di San Marco

Abbiamo lasciato la piazza incamminandoci lungo Calle Larga Ascensione. Percorrendo le varie calli, e rimanendo incantanti da ogni angolo, siamo arrivati sulle sponde del Canal Grande, nei pressi del ponte di Rialto, che purtroppo abbiamo trovato coperto dalle impalcature dei lavori di manutenzione. Siamo comunque saliti sul ponte per attraversare il Canal Grande, cogliendo l’occasione per guardare le vetrine dei negozi di artigianato e souvenir.

Abbiamo proseguito la passeggiata seguendo le indicazioni per piazzale Roma e per la ferrovia, cercando di osservare il più possibile. Attraverso il ponte degli Scalzi siamo poi giunti alla stazione di Santa Lucia, e da lì siamo tornati in albergo. Dopo una doccia e un po’ di riposo, siamo nuovamente usciti per l’aperitivo e la cena. Percorrendo la Strada Nuova, siamo tornati nei pressi della chiesa dei Santi Apostoli e siamo entrati all’Osteria dal Riccio Peoco, che mi era stata consigliata da un amico. Al bancone abbiamo bevuto un ottimo spritz con la particolarità, per noi, dell’oliva nel bicchiere.

Usciti dal bar, ci siamo incamminati alla ricerca di un posto dove cenare senza spendere troppo. Dopo alcune valutazioni, la scelta è ricaduta sulla Trattoria da Rino, situata sotto un portico nei pressi del ponte dei Santi Apostoli. Abbiamo ordinato due menù di pesce, scegliendo piatti diversi per poter provare più cibi. Abbiamo quindi assaggiato tagliolini con tonno, olive e pomodorini, spaghetti al nero di seppia con calamari, fritto misto e calamari alla griglia.

Abbiamo lasciato il ristorante abbastanza soddisfatti e abbiamo fatto ritorno all’albergo, dove abbiamo concluso la giornata.

Sabato 27 febbraio: Ci siamo svegliati verso le 8.30 e, seguendo le istruzioni del titolare dell’albergo, abbiamo chiamato la reception per ordinare la colazione. Poco dopo la cameriera ci ha portato in camera un vassoio con cappuccini, croissant, yogurt, pane tostato, burro e marmellata: la colazione è stata quindi ottima e abbondante.

Siamo usciti sotto una pioggia battente, che ci avrebbe accompagnato per quasi tutta la giornata. Percorrendo la Strada Nuova siamo giunti a Palazzo Ducale; dopo un quarto d’ora di coda siamo riusciti a entrare.

La facciata di Palazzo Ducale

Abbiamo cominciato la visita dal Museo dell’Opera, che ospita numerosi capitelli e colonne che in passato facevano parte del porticato del palazzo. Siamo poi passati dal cortile e, salendo lungo la magnifica Scala d’Oro, siamo giunti alle sale istituzionali, dove si svolgeva la vita politica del palazzo, ammirandone le decorazioni, gli arredi e i dipinti.

Palazzo Ducale, le volte della Scala d’Oro

Passando poi dal Ponte dei Sospiri, siamo giunti alle prigioni, delle quali abbiamo potuto visitare le celle. Siamo quindi rientrati nel palazzo e la visita si è conclusa.

Essendosi fatta ora di pranzo, abbiamo scelto la Birreria Barbanera, situata nei pressi del Rio de San Zulan, per mangiare qualcosa. Abbiamo ordinato un panino con la cotoletta e una sorta di piadina arrotolata ripiena di carne e insalata. Rifocillati dal cibo e rinfrancati dal caldo del locale, siamo tornati in Piazza San Marco per visitare Palazzo Correr, per il quale l’ingresso era compreso nel biglietto di Palazzo Ducale. Abbiamo potuto osservare le stanze e gli ambienti riccamente decorati in cui l’imperatrice Sissi e Francesco Giuseppe passarono alcuni mesi poco dopo la metà dell’Ottocento. Siamo quindi passati a visitare il Museo Archeologico Nazionale, nel quale abbiamo potuto ammirare, fra le altre cose, statue greche, ritratti romani e reperti egizi. In ultimo, abbiamo visitato la Sala Monumentale della Biblioteca Nazionale Marciana, i cui rivestimenti in legno sono davvero meravigliosi.

Siamo usciti dal palazzo poco prima dell’orario di chiusura e abbiamo lasciato piazza San Marco. Siamo entrati nella chiesa di San Giuliano per dare un’occhiata e siamo rimasti per assistere alla messa. Siamo poi tornati all’Osteria dal Riccio Peoco per bere uno spritz, stavolta seduti a uno dei due tavolini del locale.

Usciti, siamo tornati sulla Strada Nuova, fermandoci per cena all’Old Wild West situato vicino al Rio di Noale. Abbiamo mangiato i nostri hamburger a un tavolo con vista proprio sul bel canale. Finita la cena, siamo rientrati in albergo.

Domenica 28 febbraio: dopo colazione abbiamo fatto il check-out, pagando la tassa di soggiorno, e abbiamo lasciato i bagagli alla reception, li avremmo ripresi nel pomeriggio. Siamo quindi usciti, il cielo era nuvoloso ma non pioveva. Siamo andati a visitare la chiesa di San Geremia, all’interno della quale è custodito il corpo di Santa Lucia da Siracusa.

Abbiamo poi attraversato il Ponte degli Scalzi e, passando per il sestiere di Santa Croce e quello di San Polo, ci siamo diretti nella zona di Rialto. Lungo la strada ci siamo fermati in un bel negozietto per acquistare l’immancabile calamita da frigo. Attraversato il Ponte di Rialto, abbiamo proseguito la passeggiata, tenendoci lungo il Canal Grande e riuscendo a vedere Palazzo Grassi e Ca’ Rezzonico.

Veduta del Canal Grande

Giunti al Ponte dell’Accademia, siamo tornati sull’altra sponda del Canal Grande, nel sestiere di Dorsoduro, e siamo andati a visitare le Gallerie dell’Accademia, dove abbiamo potuto ammirare dipinti di Paolo Veronese, di Giorgione, di Vittore Carpaccio, di Giovanni Bellini e di altri ancora.

Gallerie dell’Accademia, Giorgione, “La tempesta”

Una volta usciti, abbiamo deciso di rimandare il pranzo per visitare Palazzo Grimani, il cui ingresso era compreso nel biglietto delle Gallerie dell’Accademia. In una ventina di minuti abbiamo visitato gli ambienti del palazzo e i dipinti in essi ospitati, dopodiché siamo usciti per tornare in albergo a recuperare i nostri bagagli.

Dopo aver fatto due chiacchiere con Stefano, gentile addetto dell’albergo, siamo usciti e ci siamo diretti verso piazzale Roma, passando davanti alla stazione di Santa Lucia e attraversando il Ponte della Costituzione. Abbiamo preso il People Mover, la navetta automatica sopraelevata che, da piazzale Roma, raggiunge l’isola del Tronchetto con fermata intermedia al terminal delle navi da crociera. Raggiunto il Tronchetto, avendo un discreto anticipo sull’orario di partenza del pullman, siamo entrati in un bar e abbiamo bevuto un ultimo spritz accompagnato da patatine e arachidi.

Terminato l’aperitivo, ci siamo trasferiti all’area di parcheggio Flixbus, attendendo l’arrivo del pullman. Pioveva e soffiava un forte vento, un piccolo gazebo ci ha offerto fortunatamente un po’ di riparo. Il bus è arrivato con un quarto d’ora circa di ritardo, recuperato poi nel corso del viaggio, che è stato piacevole e tranquillo. Giunti alla stazione di Milano Lampugnano, abbiamo preso la metropolitana e siamo tornati a casa.

Venezia non ha bisogno di molti commenti, però è doveroso consigliare una visita a coloro i quali non hanno ancora avuto la fortuna di vederla. Non è di certo una città economica, ma prenotando con un certo anticipo e vagliando opportunamente i mezzi di trasporto è possibile trascorrervi qualche giorno senza spendere un patrimonio. Certamente in futuro torneremo a Venezia per proseguire la scoperta della città, tre giorni non sono sufficienti per tutte le meraviglie che ha da offrire.

Cliccando qui, potete trovare le foto scattate durante il fine settimana. Cliccando qui, invece, potete vedere il video.