1 Commento

Santorini – Agosto 2012

Il primo argomento di cui parlare non può essere che il viaggio che ho fatto quest’estate e che ha avuto sicuramente un ruolo importante nella mia scelta di creare questo blog. Dal 24 al 30 di agosto sono stato, con la mia ragazza, a Santorini, isola di origine vulcanica dell’arcipelago delle Cicladi, in Grecia. Da tempo desideravamo vedere il tipico scenario cicladico fatto di casette bianche e cupole blu, una rapida ricerca su internet ci ha permesso di individuare proprio in Santorini la meta ideale.

Una chiesetta di Oia

Per la prenotazione ci siamo mossi relativamente tardi, intorno ai primi di luglio, ma ciò non ci ha comunque impedito di trovare un buon pacchetto volo+hotel su Viaggiagratis.

Per quello che riguarda l’aereo, abbiamo viaggiato con Easyjet sia all’andata che al ritorno, volo diretto Milano Malpensa – Santorini Thira e viceversa. Considerando che avevamo a disposizione solo una settimana di vacanza, il volo diretto ci ha permesso di risparmiare molto tempo. Vi era la possibilità di scegliere soluzioni leggermente più economiche, come quelle proposte da Aegean Airlines, ma che prevedevano lo scalo ad Atene, con conseguente perdita di ore preziose: il gioco non valeva la candela.

Per l’albergo, invece, abbiamo soggiornato presso Villa Fotini, un graziosissimo hotel a conduzione familiare gestito da Maria e dai suoi genitori situato a Firostefani, centro affacciato a picco sulla caldera e confinante con Fira, capoluogo dell’isola. Sul sito internet dell’albergo è possibile dare un’occhiata alle fotografie della struttura e delle camere. Noi ci siamo trovati davvero bene, Maria e i suoi genitori sono stati gentilissimi, amichevoli e pronti a darci consigli, sempre con il sorriso sulle labbra, su cosa fare e cosa visitare. La nostra camera, dotata di bagno con doccia, terrazzino, tv, aria condizionata, cucinotto con piastre elettriche e frigorifero, era confortevole e pulita. In tutto l’albergo è disponibile la connessione internet wi-fi gratuita.

Qualche settimana prima di partire mi sono recato in libreria per acquistare una guida turistica su Santorini. L’unica che ho trovato è stata quella di Klaus Bötig ed Elisa Hubel, edita da Dumont. La guida ci è stata davvero utile, abbiamo seguito quasi sempre i suggerimenti su cosa visitare e dove mangiare e non abbiamo mai avuto brutte sorprese. Molto pratica anche la piantina dell’isola allegata al volume.

Per visitare l’isola avevamo inizialmente pensato di noleggiare uno scooter o un quad. La vicinanza con Fira, sede dell’autostazione, ci ha permesso tuttavia di verificare che il sistema di autobus, attraverso il quale è possibile raggiungere le più importanti località di Santorini, era molto efficiente e abbastanza economico, per cui abbiamo abbandonato l’ipotesi noleggio. Opuscolo degli autobus alla mano, abbiamo cercato di organizzare quello che avremmo fatto giorno per giorno, in modo da sfruttare al massimo il tempo a disposizione cercando di visitare i punti più interessanti dell’isola.

Venerdì 24 Agosto: una volta lasciati i bagagli in albergo, siamo usciti per effettuare il nostro primo giro per Santorini. Ci siamo subito addentrati tra i vicoli affacciati sulla caldera, cominciando a respirare l’atmosfera greca e dirigendoci verso Fira. Le vie, piene di negozi di souvenir e di ristoranti, brulicavano di turisti.
Arrivata l’ora di pranzo, abbiamo consultato la guida per decidere il posto in cui pranzare: la scelta è caduta su Dionysos in Atlantis. Il ristorante è molto carino, con tavoli sia all’esterno che all’interno della sala. Abbiamo provato le pseudokeftedes, polpettine di verdura, e il souvlaki di maiale, il tipico spiedino greco, servito con riso e verdure, davvero molto buono.
Rinfrancati dal pasto abbiamo ripreso l’esplorazione di Fira, decidendo di visitare due musei: il Museo della Preistoria e il Museo Archeologico. Il primo, ospitato in un bell’edificio moderno, espone reperti rinvenuti negli scavi di Akrotiri (di cui parlerò più avanti): idoli di marmo, vasi di ceramica, utensili di bronzo e altro ancora. E’ anche possibile ammirare alcuni affreschi originali rinvenuti sempre ad Akrotiri. Il Museo Archeologico, invece, è molto meno curato, ospita reperti di epoca preclassica e classica, unitamente a oggetti provenienti sempre dagli scavi di Akrotiri. Terminate le visite ai musei, ci siamo diretti alla cattedrale ortodossa di Ypapanti per una rapida osservazione dell’interno della chiesa.
Nel tardo pomeriggio ci siamo accomodati su una panchina con vista sulla caldera, in modo da poterci godere lo spettacolo del tramonto. Lo scenario è di quelli mozzafiato, il sole cala piano piano oltre l’isola di Thirassia e bacia le casette imbiancate a calce di Santorini creando atmosfere uniche. Abbiamo terminato poi la giornata con una passeggiata nei vicoli di Firostefani, molto più tranquilla rispetto a Fira.

Il tramonto visto da Firostefani

Sabato 25 Agosto: per il nostro secondo giorno in terra greca abbiamo deciso di fare un’escursione suggerita dalla guida, partendo da Firostefani e arrivando fino a Oia, nel nord dell’isola. Armati di bottigliette d’acqua e di cappellino per proteggerci dal sole battente ci siamo incamminati per gli stretti vicoli di Firostefani prima e di Imerovigli poi. Una volta superati i due centri il sentiero è diventato sterrato: da quel punto in avanti il cammino si è fatto in continuo saliscendi e ha permesso di osservare pareti di roccia lavica e strati di pomice di vari colori fino a quando, alle soglie delle prime case di Oia, il sentiero non è diventato di nuovo lastricato. Provati dalla fatica, ci siamo fermati in un ristorante scelto a caso per uno spuntino a base di crema di formaggio, dopodichè abbiamo ripreso la nostra visita.
Oia è un vero gioiellino, la maggior parte delle cupole blu ritratte nelle immagini più tipiche di Santorini appartiene a questa località. Anche qui, come a Fira, ogni giorno si possono vedere moltissimi turisti intenti a godersi lo stupendo spettacolo del tramonto.
Abbiamo passeggiato per gli affascinanti vicoli, incontrando vari negozi di souvenir e di acquerelli rappresentanti scorci dell’isola, fino a che non abbiamo deciso di scendere verso il porto di Ammoudi per un bel bagno in mare. Oia è affacciata sulla caldera, e al porto si giunge dopo una discesa lungo una ripida scalinata, sulla parte finale della quale sostano gli asini che attendono, con i loro padroni, i turisti da riportare in cima. Abbiamo trovato una piccolissima spiaggia, affollata ma molto suggestiva, situata di fronte all’isolotto di Agios Nikolaos, e ci siamo concessi un bagno ristoratore nell’acqua cristallina. Nel tardo pomeriggio abbiamo preso un autobus di linea e siamo tornati a Firostefani, riposandoci in albergo prima di uscire per la cena.
Siamo andati a piedi a Fira e abbiamo scelto la taverna Kapari, di cui la guida Dumont parlava molto bene. Il ristorante è molto d’atmosfera, i tavoli si trovano sotto un pergolato di bouganville. Abbiamo ordinato le tomatokeftedes, polpettine di pomodoro, cipolla e altre verdure, la feta in pasta fillo con miele e ouzo e calamari alla griglia: tutto davvero eccezionale, siamo usciti dalla taverna molto soddisfatti e convinti che ci saremmo ritornati una delle sere successive.

Domenica 26 Agosto: in mattinata abbiamo preso l’autobus diretto ad Akrotiri per andare a visitare gli scavi, riaperti nella primavera di quest’anno al termine dei lavori di ricostruzione della copertura. Gli scavi si trovano ai margini della cittadina e permettono di osservare i resti dell’insediamento minoico risalente all’età del bronzo: la città è stata sepolta da una spessa coltre di materiale vulcanico a seguito dell’eruzione avvenuta nel 1645 a.C. Seguendo il percorso indicato dalle passerelle, si passa attraverso resti di luoghi di culto, di mulini, di case private e di edifici di servizio come magazzini.
Terminata la visita agli scavi, ci siamo recati alla moderna Akrotiri per una breve passeggiata. Siamo saliti fino alla rocca veneziana (risalente al tredicesimo secolo) all’interno della cui torre, chiamata La Ponta, è ospitata un’esposizione di tsabouna, strumento musicale greco della famiglia delle cornamuse. Non offrendo la cittadina molto altro, siamo andati alla taverna Maria per un pranzo leggero ma gustoso: insalata di pomodori e melitzanosalata, una crema a base di melanzane.
Dopo mangiato ci siamo di nuovo incamminati, questa volta con destinazione Red Beach, una spiaggia poco distante da Akrotiri situata ai piedi di una parete di roccia vulcanica di colore rosso. Questo scenario crea un’atmosfera molto suggestiva e nell’acqua galleggiano, leggerissimi, pezzetti di pietra pomice. Ci siamo rilassati per un paio d’ore, poi abbiamo ripreso l’autobus per tornare all’albergo.
Per la cena abbiamo deciso di andare da Stani, un ristorante nel centro di Fira con terrazza panoramica sulla caldera, alla quale però abbiamo rinunciato a causa del troppo vento, preferendo un tavolo più riparato. Abbiamo mangiato le tomatokeftedes, più compatte ma meno buone di quelle di Kapari, il souvlaki di maiale servito con la pita (tipico pane piatto) , lo tzatziki (salsa a base di yogurt, aglio e cetrioli) e le patate e la moussaka (sformato a base di melanzane e carne): pur rimanendo su un buon livello, non siamo rimasti soddisfatti come nei ristoranti provati in precedenza.

Lunedì 27 Agosto: dopo colazione abbiamo preso l’autobus diretto a Kamari scendendo a Mesa Gonia, una delle fermate intermedie. Da lì, dopo circa un quarto d’ora di cammino, siamo giunti alla Panagia Episkopi, chiesa costruita nel 1100. La chiesa ha vissuto diverse peripezie nel corso dei secoli, passando da chiesa ortodossa a cattolica a nuovamente ortodossa. Oggi Panagia Episkopi si presenta circondata da bellissime piante: cipressi, gerani, bouganville e altre ancora. Per visitare l’interno della chiesa è necessario farsi aprire le porte dai custodi: si possono ammirare icone e affreschi, come il Sonno di Maria e la Discesa di Cristo agli inferi.
Terminata la visita alla chiesa, abbiamo preso nuovamente l’autobus per andare a Kamari, una delle due località balneari più famose dell’isola insieme a Perissa. Abbiamo passeggiato sul lungomare, pieno di alberghi, bar e ristoranti, fino a quando abbiamo raggiunto una zona di spiaggia libera vicina agli scogli. Abbiamo fatto il bagno in un’acqua pulitissima e in una situazione davvero particolare: la spiaggia di Kamari è molto vicina alla pista dell’aeroporto di Santorini, diversi aerei in fase di atterraggio sono passati a bassa quota sopra le nostre teste.
Una rapida sfogliata alla guida ci ha permesso di individuare il luogo dove pranzare, la taverna Saliveros. Il ristorante è a gestione familiare e ha molti tavoli posti in una veranda con vista sul lungomare. Abbiamo ordinato tomatokeftedes e melitzanosalata, alle quali ormai ci eravamo affezionati, e delle tipiche polpette di carne cucinate nel sugo di pomodoro: tutti i piatti avevano un autentico sapore casalingo.
Dopo pranzo siamo tornati a Fira, il pomeriggio lo abbiamo dedicato a un giro per le vie principali alla ricerca di qualche regalino per amici e parenti. La sera, invece, siamo andati a piedi fino a Karterados, per cenare al ristorante Kyra Niki: oltre alle solite tomatokeftedes, in questo caso troppo unte, abbiamo ordinato piatti a base di agnello e maiale di discreta qualità.

Martedì 28 Agosto: di buon mattino abbiamo preso l’autobus arrivando fino a Kamari, dove abbiamo iniziato la salita che conduce agli scavi di Thera Antica (insediamento risalente al 900 a.C.), ai quali siamo giunti dopo una mezz’ora di cammino. Purtroppo la giornata era estremamente ventosa e la visita agli scavi non è stata delle più piacevoli: abbiamo comunque avuto occasione di osservare i resti delle varie agorà, del teatro, delle terme e di altri edifici.
Sempre accompagnati dal vento, siamo poi scesi lungo il sentiero che dagli scavi conduce fino a Perissa. Da lì abbiamo preso l’autobus scendendo a Pyrgos, un piccolo centro dell’entroterra, davvero molto carino e suggestivo. Passeggiando fra i vicoli che si facevano largo tra le casette bianche abbiamo incontrato diverse botteghe di artisti, che vendevano quadri e altri oggetti dipinti a mano. Ci siamo poi recati alla taverna Penelopi, gestita dalla signora Penelopi e da suo marito Manos, per un pranzo-spuntino, dato che siamo arrivati al locale verso le quattro del pomeriggio. Abbiamo mangiato le migliori tomatokeftedes della nostra vacanza, un’insalata di cetrioli e pomodori e delle patatine fritte.
Alla sera, per la cena, abbiamo deciso di tornare alla taverna Kapari, come ci eravamo ripromessi. Oltre alla feta con ouzo e miele, già provata la volta precedente, abbiamo ordinato fagottini di formaggio, polpette di carne e pollo alla greca, servito coperto da abbondante finocchietto: anche in questa seconda occasione siamo rimasti estremamente soddisfatti.

Mercoledì 29 Agosto: per decidere cosa fare nel nostro ultimo giorno pieno a Santorini abbiamo preso la mappa dell’isola, cercando di individuare le zone che ancora non avevamo visitato.
Abbiamo quindi preso l’autobus e siamo arrivati a Megalochori, nella zona centro-sud dell’isola. Dopo un rapido giro all’interno del paese, dove abbiamo visitato le botteghe di alcuni artisti, ci siamo recati nella zona periferica, dove si trovano le botteghe di alcuni ceramisti. In particolare abbiamo visitato la bottega Earth & Water, del maestro Andreas Makaris e di sua mogile Kristi Kapetanaki. E’ possibile ammirare il maestro al lavoro, oltre naturalmente ad acquistare i suoi lavori esposti.
Uscendo da Megalochori, ci siamo incamminati verso Emborio, dove abbiamo passeggiato nel quartiere tipico del kastro. Dopo aver pranzato con un gyros (piatto greco simile al kebab), abbiamo camminato fino a giungere a Perissa, in modo da poter fare l’ultimo bagno della nostra vacanza. Abbiamo trovato un pezzo di spiaggia libera proprio a fianco del monte Messa Vouno, che ci ha offerto riparo dal forte vento. A Perissa il mare era meno pulito rispetto alle altre località in cui ci è capitato di fare il bagno.
Tornati in albergo nel tardo pomeriggio, siamo usciti poi per l’ora di cena, scegliendo la taverna Simos a Firostefani, proprio a pochi passi dal nostro hotel. La particolarità del ristorante è che il cameriere porta ai clienti un grande vassoio sul quale sono esposti i piatti principali del locale, in modo che si possa scegliere le portate avendo già un’idea visiva di quello che si andrà a mangiare. Noi abbiamo ordinato ancora una volta tomatokeftedes e souvlaki di maiale.

Giovedì 30 Agosto: dopo colazione abbiamo salutato il personale dell’albergo, ringraziandolo per l’ospitalità. Il padre di Maria ci ha poi accompagnati con il furgoncino dell’hotel all’aeroporto, dove ci attendeva il volo per Milano.

E’ stata davvero una vacanza fantastica, come si suol dire breve ma intensa. Santorini non è certo la meta ideale per chi cerca una classica vacanza di mare, la consiglio invece a chi ama esplorare i posti in cui va, perché è un’isola che ha davvero tante cose diverse da offrire.

Fira al tramonto

Sulla pagina Flickr del blog potete trovare altre foto che abbiamo scattato a Santorini.

Un commento su “Santorini – Agosto 2012

  1. […] estive solo verso la fine del mese di luglio. Avendo il desiderio di tornare in Grecia, dopo il magnifico soggiorno a Santorini del 2012, abbiamo preso in considerazione diverse isole, come Kos, Sifnos, Milos, Alonissos, Skopelos e […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: