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Copenaghen – Agosto 2013

Dal nove al tredici agosto sono andato, con la mia ragazza, a trovare mio fratello in Danimarca, a Copenaghen (København in danese, Copenhagen in inglese), dove vive da diversi anni. Vi ero stato già in passato, ma d’inverno, e avevo il desiderio di visitare la città in estate, con un’altra luce e un altro clima, per cui a inizio giugno ho cominciato a guardare i prezzi dei voli. Dopo una breve ricerca la scelta è ricaduta su Easyjet, i cui voli ci avrebbero permesso di sfruttare appieno tutti i giorni di vacanza: partenza da Milano Malpensa Terminal 2 il nove agosto alle 7.15 e ritorno da Copenaghen Kastrup il tredici agosto alle 20.40. Una volta acquistati i biglietti aerei, ho provveduto a prenotare anche il parcheggio all’aeroporto tramite il sito ViaMilano Parking: 29 euro per cinque giorni di sosta nel parcheggio low cost P6, che si trova a soli cinque minuti a piedi dal Terminal 2 (volendo si può anche aspettare la navetta) e ha prezzi inferiori rispetto ai parcheggi più vicini.

Una volta che tutto era accomodato, ci siamo messi pazientemente in attesa del giorno della partenza. Nel frattempo, però, ci siamo rinfrescati la memoria consultando il sito Visitcopenhagen, sul quale si possono trovare informazioni, ad esempio, sui luoghi da visitare, sui trasporti e sugli alberghi. Inoltre, mia madre ha ritrovato a casa sua una vecchia guida tascabile di Copenaghen edita dalla Berlitz nel 1979: ovviamente non aggiornata su molte cose, è stata comunque utile per capire quali itinerari percorrere durante la visita della città.

Una settimana circa prima della partenza, mi sono recato in banca per ordinare le corone danesi: sapevo che avremmo dovuto essere molto oculati con le spese, dato che i prezzi in Danimarca sono molto alti.

Venerdì 9 agosto: Ci siamo svegliati nel cuore della notte, abbiamo fatto una piccola colazione e ci siamo diretti verso Malpensa. Parcheggiata la macchina e arrivati al terminal, abbiamo sbrigato le pratiche di accesso all’area d’imbarco e ci siamo concessi un caffè per svegliarci un po’. L’aereo è partito in orario e il viaggio è stato tranquillo: abbiamo molto apprezzato l’assegnazione automatica dei posti, che Easyjet ha introdotto da qualche tempo a questa parte e che permette di evitare la seccante corsa ai posti alla quale si assiste su altre compagnie low cost.
Atterrati a Copenaghen intorno alle nove, siamo stati accolti da mia cognata che è venuta a prenderci in automobile. Ci siamo diretti verso la casa in cui vivono lei e mio fratello, nel centro della città, nella zona del Kastellet/Churchill Parken, fermandoci un paio di volte per fare un po’ di spesa. Una volta a casa, mia cognata ci ha preparato una buonissima colazione e ci ha dato qualche consiglio su come cominciare la nostra passeggiata per Copenaghen.
Siamo quindi usciti di casa e abbiamo iniziato a percorrere il lungomare di Larsen Plads: il sole splendeva, la temperatura era fresca e soffiava un vento di discreta forza (nei giorni successivi il tempo sarebbe stato più variabile, con una frequente alternanza tra sole e nuvole). Sin dai nostri primi passi in giro per la città ci siamo resi conto dell’incredibile numero di ciclisti che percorrono le strade della capitale danese, grazie anche all’efficientissima rete di piste ciclabili. Passando di fronte al nuovo Teatro dell’Opera, situato nella zona di Holmen, siamo giunti fino a Nyhavn, il caratteristico porto vecchio, con le sue casette colorate, le barche attraccate e la serie di locali con tavolini all’aperto: un posto davvero bellissimo.

Le casette colorate di Nyhavn

Abbiamo proseguito la passeggiata e siamo arrivati a Kongens Nytorv, la piazza che costituisce il cuore di Copenaghen, in questo periodo occupata in buona parte dal cantiere per la costruzione della nuova linea della metropolitana. Vi abbiamo trovato alcune bancarelle che esponevano oggetti in vetro e ceramica, monete, quadri e altro ancora. Da lì abbiamo proseguito entrando nello Strøget, la zona pedonale del centro di Copenaghen, famosa per i suoi negozi, sia lussuosi che non, e i suoi locali.
Dopo aver fatto un breve giro ai grandi magazzini Illum, ed essendosi fatta ormai ora di pranzo, ci siamo messi alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa senza spendere troppo: dopo vari minuti di cammino ci siamo imbattuti, in Skt. Pedersstræde, una piccola via secondaria appena fuori lo Strøget, in una panetteria, la Sct. Peders Bageri. L’insegna recava l’anno di fondazione della panetteria, il 1652, e la vetrina era piena di magnifici panini e dolcetti. Siamo entrati, abbiamo preso un panino con petto di pollo, pomodori, formaggio, basilico rosso e pesto e ci siamo seduti su una panchina nella vicina Nørregade per mangiare in tranquillità. Il panino era veramente eccezionale e i sapori si combinavano perfettamente, siamo rimasti molto soddisfatti e ci siamo ripromessi di tornare alla panetteria prima della partenza per Milano.
Con la pancia piena ci siamo rimessi in marcia, riattraversando la zona pedonale e ritornando verso i luoghi da cui eravamo venuti: superata Kongens Nytorv, abbiamo preso Toldbodgade all’angolo con Nyhavn e, avvistando da lontano il palazzo di Amalienborg, siamo ritornati sul lungomare, giungendo fino al verde del Churchill Parken. Da qui abbiamo facilmente proseguito fino al Kastellet, la curiosa cittadella fortificata a forma di stella, e alla chiesa anglicana di St. Alban. Poi, come ultima destinazione della giornata, abbiamo scelto la celeberrima statua della Sirenetta, adagiata su uno scoglio affacciato sul mare di Copenaghen. Avvicinarsi è stato difficile, date le molte persone che affollavano le immediate vicinanze della statua. Stanchi per la giornata di cammino, siamo tornati a casa, dove abbiamo trascorso una piacevole serata con mio fratello e sua moglie.

La Sirenetta

Sabato 10 agosto: Dopo una riposante dormita e un’abbondante colazione, siamo usciti tutti e quattro per recarci al Nationalmuseet, il museo nazionale danese. Avendo escluso la possibilità di raggiungerlo in autobus, dal Churchill Parken abbiamo iniziato a percorrere Bredgade, giungendo fino in Kongens Nytorv: da lì abbiamo raggiunto il museo passando attraverso la zona pedonale. L’ingresso al museo è stato gratuito, avremmo dovuto pagare solo per l’esposizione temporanea sui Vichinghi, che però abbiamo scelto di non visitare. Abbiamo iniziato l’esplorazione delle varie sale del museo, disposte su due piani: i reperti esposti coprono la storia danese dal periodo preistorico ai giorni nostri, oltre a testimonianze da altre zone del mondo.
Usciti dal museo, ci siamo nuovamente incamminati, stavolta in direzione del mercato nei pressi di Frederiksborggade, dove abbiamo acquistato pesce, focaccia e vino per la cena. Poiché si trovava sulla strada di casa, abbiamo poi attraversato il bellissimo Kongens Have, uno dei tanti parchi di Copenaghen: essendo sabato era molto affollato, tanta gente lo ha scelto per trascorre il pomeriggio. Camminando per il parco abbiamo anche potuto osservare, seppur da lontano, il castello di Rosenborg, che ospita un museo delle collezioni reali.

Domenica 11 agosto: Usciti di buon mattino, io e la mia ragazza abbiamo deciso di proseguire la visita della città andando a passeggiare lungo i tre laghi che costeggiano il lato nord-occidentale del centro. Per raggiungerli, partendo dal Churchill Parken, ormai nostro punto di riferimento, abbiamo percorso Grønningen, proseguendo poi oltre la stazione di Østerport. Il primo lago che abbiamo incontrato è il Sortedams, al quale fanno seguito il Peblinge e il Skt. Jørgens. Lo scenario era molto suggestivo, è insolito trovare specchi d’acqua come questi nel centro di una città. I laghi sono popolati da cigni e anatre, e le banchine sono utilizzate dagli abitanti di Copenaghen per fare jogging e andare sui pattini. A metà circa del lago Peblinge ci siamo seduti su una panchina: dopo qualche minuto trascorso a goderci il paesaggio e a riposarci, abbiamo ripreso il cammino, giungendo alla fine del terzo lago, il Skt. Jørgens.
Consultando la cartina, abbiamo deciso di proseguire verso l’Ørsteds Parken, una bellissima area verde poco distante. Il parco, che dispone di uno splendido laghetto nella parte centrale, presenta alcuni leggeri saliscendi, il che rende molto piacevole la passeggiata.

Lago all’Ørsteds Parken

Usciti dal parco, ci siamo spostati verso l’Hans Christian Andersens Boulevard, che abbiamo percorso fino ad arrivare alla Rådhuspladsen, dove abbiamo potuto ammirare la facciata del municipio, la statua di Andersen, molto amata dai bambini, e l’ingresso del Tivoli, il famoso parco dei divertimenti di Copenaghen. Ci siamo poi incamminati alla ricerca di un posto nel quale pranzare: abbiamo scelto l’Hoppes Bar and Cafè in Læderstræde, dove abbiamo mangiato un club sandwich e un panino con il filetto di pollo, nel complesso niente di eccezionale.
Terminato il pasto, siamo tornati in Kongens Nytorv, e da lì abbiamo imboccato Gothersgade diretti al Botanisk Have, il giardino botanico. Si tratta di un posto magnifico, dove sono raccolte tantissime varietà di piante e fiori, e vi è anche una serra nella quale sono sistemate le palme e le altre piante tropicali. Completato il giro del parco, ci siamo concessi un riposino distesi sulla porzione di prato concepita appositamente per questo scopo, con tanto di cartello che invita i visitatori a sdraiarsi sull’erba. Una volta usciti, abbiamo ripreso il cammino per tornare a casa.

Ninfee al Botanisk Have

Lunedì 12 agosto: Su consiglio di mio fratello, abbiamo iniziato il nostro penultimo giorno in terra danese visitando il Fælledparken, il parco più grande di Copenaghen. Vi abbiamo incontrato molta gente intenta a passeggiare, a correre, a giocare a pallone o semplicemente a riposare su una panchina, avendo il parco molte aree adatte ai diversi scopi. Nel complesso si tratta di un bel parco, ma ci è sembrato meno pulito e curato rispetto agli altri che avevamo visitato nei giorni precedenti, forse a causa della sua grande superficie. Nel corso della visita siamo anche passati di fianco al Parken, lo stadio in cui gioca l’FC Copenhagen, la squadra di calcio della capitale.
Una volta usciti dal parco, abbiamo imboccato Blegdamsvej per andare verso il centro, abbiamo attraversato i laghi tramite il ponte Dronning Louises e siamo arrivati allo Strøget passando nella zona della stazione Nørreport. Per pranzo, abbiamo mangiato un hamburger in un ristorante della catena svedese Max, situtato in Gammel Torv, dopodiché ci siamo incamminati verso il palazzo reale di Christiansborg, circondato dal canale Fredriksholms. Abbiamo ammirato le facciate e il cortile, interessato al momento da lavori di ristrutturazione.
Da lì siamo poi tornati verso casa, dove avevamo appuntamento con mia cognata. Abbiamo deciso di fare un giro a Christiania, il quartiere parzialmente autogovernato di Copenaghen, situato nella zona di Christianshavn e fondato nel 1971 da un gruppo di hippie. Per giungervi abbiamo preso la metropolitana alla stazione di Kongens Nytorv, scendendo alla fermata successiva, Christianshavn. Poco lontano dalla stazione, abbiamo incontrato la Vor Frelers Kirke, la chiesa del Nostro Redentore, con la sua alta e imponente guglia, sulla quale è possibile salire per godere di una eccezionale vista sulla città.

La guglia della Vor Frelers Kirke

Abbiamo proseguito e siamo entrati nell’area di Christiania, non dall’ingresso principale, quello segnalato dall’arco di legno, ma da uno secondario, posto all’angolo tra Prinsessgade e Bådsmandsstraede. Giunti in Pusher Street, la via principale, abbiamo avuto la sensazione di essere entrati in un alto mondo, in una città nella città: gente seduta intenta a chiacchierare, bere e fumare, bancarelle che vendevano marijuana e hashish, edifici colorati, risultato di una fusione di vari stili, costruiti anche con materiali di recupero. Superata Pusher Street, nella quale vi sono dei cartelli che indicano le regole da rispettare (tra cui non correre e non fare fotografie), abbiamo proseguito la passeggiata per le vie del quartiere che ospitano le case dei circa mille residenti stabili. Abbiamo riposato qualche minuto sul ponte sullo Stadsgraven, il canale che separa Christianshavn da Amager, per poi tornare sui nostri passi e giungere di nuovo in Pusher Street, dove abbiamo visto alcuni dei vari bar e locali presenti nell’area e anche un negozio di biciclette, che vende, fra le altre, quelle con annesso carrettino: per le strade di Copenaghen se ne vedono tantissime, utilizzate per il trasporto di bambini, animali e cose. Avendo visto grossomodo tutto quello che c’era da vedere, ci siamo diretti verso l’uscita principale di Christiania: un cartello ci ha avvisato che stavamo per entrare nel territorio dell’Unione Europea, a sottolineare la specificità del territorio che avevamo appena visitato. Per tornare verso casa abbiamo percorso il ponte di Knippels, proseguendo poi sul lungomare di Havnegade, fino ad arrivare a Nyhavn, dove ci siamo seduti sul bordo del canale a bere una birra e a rilassarci un po’ prima di tornare a casa.

Martedì 13 agosto: giunti all’ultimo giorno di permanenza a Copenaghen, abbiamo deciso di dedicare la giornata al relax e a rivedere alcuni posti che ci erano piaciuti particolarmente. Dopo colazione siamo quindi usciti e ci siamo recati al parco Østre Anlæg, situato nell’area tra Stockholmsgade, Oslo Plads e la ferrovia. Dopo aver passeggiato lungo i vialetti e i laghi del parco, ci siamo stesi sull’erba per goderci il sole del mattino; dopo qualche minuto, però, siamo stati costretti ad andare via a causa di un repentino cambio del tempo, il cielo si è rannuvolato e ha cominciato a piovere.
Abbiamo quindi lasciato il parco e siamo andati a camminare lungo i tre laghi che avevamo visitato domenica 11: è stata una passeggiata molto piacevole e rilassante, accompagnati da cigni e anatre.

I laghi di Copenaghen

Per il pranzo ci siamo poi recati alla Sct. Peders Bageri, dove avevamo mangiato il giorno dell’arrivo a Copenaghen. Abbiamo preso lo stesso panino, che si è confermato meraviglioso, e dei dolcetti in stile muffin, altrettanto buoni. Rinfrancati dal pasto, abbiamo ripreso il cammino, attraversando la zona pedonale e giungendo fino a Nyhavn, al quale abbiamo dato un’ultima occhiata. Lì vicino, in Toldbodgade, ci siamo fermati in un negozio di souvenir, dove ho acquistato una calamita da frigorifero per la mia collezione. Da lì siamo tornati a casa, ci siamo riposati e abbiamo preparato le valigie in vista della partenza, un po’ tristi per aver terminato la nostra permanenza in Danimarca.
Nel tardo pomeriggio mia cognata ci ha accompagnati alla stazione di Kongens Nytorv, dove abbiamo preso la metropolitana per l’aeroporto, al quale siamo giunti dopo una ventina di minuti di viaggio. I tabelloni elettronici degli aerei in partenza non indicavano, per il nostro volo, il numero del gate d’imbarco: la cosa non prometteva niente di buono, infatti, dopo alcuni minuti, il tabellone ha indicato che il nostro aereo sarebbe partito con un’ora di ritardo. Una volta a bordo, il comandante ci ha spiegato il motivo del ritardo: l’aereo arrivava proprio da Milano, e in fase di partenza era stato costretto a rientrare nella zona di parcheggio per prestare soccorso a una signora che si era sentita male. Il volo è stato poi piacevole e tranquillo. Sbarcati dall’aereo, abbiamo recuperato l’auto al parcheggio P6 di Malpensa e ci siamo diretti a casa.

In conclusione, posso dire che Copenaghen è davvero bella, si respira un’atmosfera nord-europea sia dal punto di vista climatico sia da quello architettonico. Sicuramente è una città che vale la pena di visitare, per via delle varie attrattive che offre, nei mesi freddi come in quelli caldi. Mi sento però di consigliare, come periodo per una prima visita alla città, quello della primavera/estate, per poi eventualmente tornarci d’inverno: io ho fatto il contrario, e al termine della mia prima permanenza ho avuto la sensazione di essermi perso qualcosa, di non aver visto tutto quello che la città poteva offrire. Ora l’idea che ho di Copenaghen è più definita.

Cliccando qui, è possibile vedere le foto che abbiamo scattato durante la vacanza. Cliccando qui, invece, potete vedere il video che abbiamo montato con le immagini riprese a Copenaghen.

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