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São Miguel – Azzorre (21 agosto – 2 settembre 2014)

Verso la fine del mese di maggio, la mia ragazza e io abbiamo cominciato a pensare alla meta per le nostre vacanze estive. Essendo andati, negli anni precedenti, sempre nella parte orientale dell’Europa (Santorini e Repubblica di Cipro), abbiamo deciso, per questa volta, di orientarci verso ovest. Abbiamo quindi preso in considerazione Spagna e Portogallo e in particolare gli arcipelaghi delle Canarie, di Madeira e delle Azzorre, tutte isole che avrebbero potuto incontrare i nostri gusti in fatto di vacanze. Documentandoci in internet sulle tre destinazioni, il nostro interesse è stato catturato principalmente dalle Azzorre e da Madeira; abbiamo quindi deciso di limitare la scelta a queste due possibilità. Dopo ulteriori riflessioni e ricerche, abbiamo optato definitivamente per le Azzorre.

La bandiera delle Azzorre

L’arcipelago delle Azzorre è composto da nove isole, abbastanza lontane le une dalle altre, tant’è che, per comodità descrittiva, vengono solitamente divise in tre gruppi: quello orientale (São Miguel e Santa Maria), quello centrale (Terceira, Horta, Pico, São Jorge e Faial) e quello occidentale (Flores e Corvo). Essendo la nostra prima vacanza in quelle zone, abbiamo deciso di dedicarci alla visita dell’isola principale, São Miguel, escludendo anche la possibilità di un breve giro sull’altra isola del gruppo orientale, Santa Maria, dopo aver consultato gli orari dei traghetti sul sito della compagnia Atlanticoline.

La mia ragazza si è messa quindi all’opera con un gran lavoro di ricerca dei voli. Utilizzando i siti Volagratis e Jetcost ha confrontato le varie possibilità di viaggio per raggiungere l’aeroporto João Paulo II di Ponta Delgada, sull’isola di São Miguel, nell’arco di tutto il mese di agosto. In mancanza di voli diretti dall’Italia, e dovendo quindi fare scalo a Lisbona o a Oporto, abbiamo pensato di spezzare il viaggio e dedicare due o tre giorni alla visita della città dalla quale avremmo poi preso l’aereo per le Azzorre. Purtroppo abbiamo dovuto ben presto rinunciare a questa possibilità: comprare separatamente i biglietti per le due tratte sarebbe stato infatti molto più dispendioso rispetto all’acquisto in un’unica prenotazione per giungere direttamente a Ponta Delgada.

Al termine dei vari confronti, abbiamo trovato la soluzione più vantaggiosa per noi, sia a livello di date sia di prezzo, su Lastminute.com. Per l’andata, partenza giovedì 21 agosto da Milano Malpensa verso Lisbona con TAP Portugal alle 13.25 (successivamente anticipato alle 11.20), da lì volo verso Ponta Delgada con SATA Internacional alle 19.00. Per il ritorno invece, partenza martedì 2 settembre da Ponta Delgada verso Oporto con SATA Internacional alle 8.35 e da lì volo verso Milano Malpensa con TAP Portugal (operato da Portugalia) alle 16.40.

Sistemati i voli, ci siamo occupati dell’albergo, cercando inizialmente su Booking.com e poi su Trivago. Abbiamo prenotato una camera doppia, attraverso Venere.com, presso il Residencial Sete Cidades, situato in Rua do Contador a Ponta Delgada. Lo abbiamo trovato ideale per la sua posizione centrale, per il prezzo vantaggioso e per il parcheggio privato, che sarebbe tornato molto comodo in quanto avevamo deciso di affittare un’auto. Sul sito dell’albergo, inoltre, abbiamo trovato una cosa estremamente utile: un video girato con una telecamera posizionata sul casco di un motociclista mostra la strada da percorrere per giungere all’albergo partendo dall’aeroporto.

Il passo successivo è stato quello di noleggiare l’auto. Mi sono rivolto al sito Rentalcars.com, sul quale ho concluso, a un prezzo conveniente, l’affitto di un veicolo appartenente al segmento B attraverso il loro partner per le Azzorre, Ilha Verde Rent-a-car. Da sottolineare anche l’assistenza molto rapida e precisa dello staff di Rentalcars.com, li ho contattati più volte per chiarire alcuni aspetti del noleggio e mi hanno sempre risposto velocemente e in maniera esaustiva.

Con aereo, albergo e auto prenotati, la preparazione del nostro viaggio era quasi completa, mancava solo l’acquisto di una guida. Recandomi nelle librerie del centro di Milano, mi sono accorto della mancanza di volumi dedicati alle Azzorre. Mi sono quindi rivolto a internet e ho trovato solo due guide sulle Azzorre in lingua italiana: una del Touring Club Italiano, appartenente alla collana Itinerari, edita però nel 2008, e una della casa editrice Dumont, al momento non disponibile in quanto è in preparazione la nuova edizione, prevista per il 2015. Ho perciò cercato su internet delle guide in lingua inglese e ho trovato quella della casa editrice Bradt, scritta da David Ayers e aggiornata a gennaio 2014. Ho deciso di acquistare la guida del Touring Club e la Bradt attraverso Amazon, che me le ha recapitate in pochi giorni. La lettura di entrambe le guide ci ha portato a scegliere come riferimento principale la Bradt, che è risultata essere molto più completa e precisa.

Ci siamo quindi messi in paziente attesa dell’inizio della nostra vacanza, scaricando sui nostri smartphone Android le applicazioni di Venere.com, Rentalcars.com, SATA Internacional e TAP Portugal, in modo da avere tutti i nostri dati di viaggio a portata di mano. I primi di agosto sono andato anche all’ufficio dell’Ente del turismo portoghese a Milano, che si trova in via Paolo da Cannobio. Purtroppo avevano esaurito il materiale informativo su São Miguel, mentre era disponibile quello sulle altre isole. Come ultima cosa, il giorno prima della partenza abbiamo acquistato sul sito del treno Malpensa Express due biglietti per raggiungere l’aeroporto dalla stazione di Milano Cadorna: vi era infatti un’offerta molto conveniente sui ticket di andata e ritorno.

Giovedì 21 agosto: Ci siamo svegliati poco dopo le sette, abbiamo fatto colazione e ci siamo diretti alla stazione di Milano Cadorna per prendere, alle 8.58, il treno per Malpensa. Arrivati all’aeroporto, abbiamo lasciato il bagaglio da stiva al banco del check-in e ci siamo recati subito al varco dei controlli di sicurezza. Dopo un caffè al bar, abbiamo atteso il momento dell’imbarco seduti sulle poltroncine davanti al gate assegnato al nostro volo per Lisbona. Proprio quando l’aereo stava attendendo l’autorizzazione al decollo, un passeggero ha richiamato l’attenzione degli assistenti di volo, segnalando di non sentirsi bene e chiedendo di essere sbarcato. Il comandante ha quindi riportato l’aereo nell’area di parcheggio, dove si è proceduto alle operazioni di sbarco del passeggero, dei suoi familiari e dei loro bagagli; dopo circa un’ora l’aereo è riuscito a ripartire. Il volo è stato tranquillo e piacevole, le hostess hanno servito un piccolo pasto a base di sandwich, frutta e dolce. Durante la fase di discesa verso l’aeroporto di Lisbona, è stato molto suggestivo osservare gli stadi da Luz del Benfica e il José Alvalade dello Sporting Lisbona, entrambi situati nei pressi dello scalo.

Una volta sbarcati, ci siamo subito diretti al banco dei transiti, dove abbiamo fatto il check-in per il secondo volo, dato che né online né a Malpensa era stato possibile effettuarlo. Il personale ci ha dato le carte d’imbarco, dopodiché ci siamo dedicati, con molta calma, alla visita dei negozi e del duty free shop, dovendo attendere molto tempo prima della partenza per Ponta Delgada: abbiamo molto apprezzato la modernità e la pulizia dell’aeroporto di Lisbona. Abbiamo poi preso un gelato e abbiamo aspettato che il tabellone facesse comparire il gate del nostro aereo. La comunicazione è arrivata nei tempi previsti, ma poi siamo partiti con una quarantina di minuti di ritardo. Anche questo volo è stato tranquillo, il personale di bordo ha portato ai bambini delle matite e un quaderno di disegni da colorare, dopodiché ha servito un pasto leggero a base di sandwich, frutta e caffè. Dopo due ore di soli oceano e nuvole, è stato bello scorgere l’isola di São Miguel illuminata dalle luci della sera.

Atterrati al piccolo aeroporto João Paulo II di Ponta Delgada intorno alle 21, abbiamo poi atteso, al nastro trasportatore, l’arrivo delle nostre valigie. Ci siamo quindi diretti al banco dell’autonoleggio Ilha Verde, dove abbiamo consegnato il voucher della prenotazione e acquistato un’assicurazione extra per eventuali danni alla macchina. Ci siamo quindi diretti al parcheggio indicatoci, situato subito a fianco dello scalo, e abbiamo ritirato la Nissan Micra che ci era stata assegnata. Dopo aver proceduto a un controllo sommario, per via della poca luce, delle condizioni dell’auto, siamo partiti in direzione dell’albergo, che abbiamo raggiunto facilmente in una decina di minuti grazie alle perfette indicazioni del già ricordato video presente sul sito dell’hotel. Lasciata l’auto nel parcheggio, siamo entrati nell’albergo per effettuare il check-in. Una gentilissima addetta ci ha accolto, consegnandoci la chiave della stanza, il telecomando del televisore e la password per la rete wi-fi. Ci ha anche informato sugli orari in cui sarebbe stata servita la colazione. Saliti in camera, abbiamo fatto una doccia rigenerante e ci siamo messi a letto, stanchi per via della lunga giornata di viaggio.

Venerdì 22 agosto: Ci siamo svegliati intorno alle 8 e siamo scesi al primo piano dell’albergo per la prima colazione. Abbiamo mangiato dei panini con prosciutto e formaggio, una brioche salata e una macedonia, accompagnati da caffè e succo di frutta, ma erano anche disponibili latte, cereali, e yogurt. Abbiamo deciso di dedicare il primo giorno alla visita di Ponta Delgada, per cui, terminata la colazione, siamo usciti guida alla mano e ci siamo diretti lungo Rua do Contador verso l’oceano.

Poco distante dall’albergo abbiamo trovato il Museo Carlos Machado, indicato dalla guida come uno dei più importanti musei dell’arcipelago. Purtroppo il nucleo principale era ancora chiuso per ristrutturazione, ma un cartello segnalava la possibilità di visitare due musei associati, il Nucleo di Santa Barbara e il Museo di Arte Sacra, che temporaneamente ospitano alcune collezioni del Carlos Machado. Abbiamo rimandato l’eventuale visita di questi musei al pomeriggio e abbiamo proseguito la nostra passeggiata fino ad arrivare nel centro della città, dove ci siamo imbattuti nella bella chiesa di São Sebastião, di cui abbiamo visitato anche l’interno, e le Porte della Città, che si affacciano su una piazza pedonale.

La chiesa di São Sebastião a Ponta Delgada

Da lì abbiamo proseguito e dopo pochi passi siamo giunti sul lungomare, nei pressi del Forte di São Brás, che ospita anche il Museo Militare delle Azzorre. Attraversata la strada, siamo giunti nella piazza 5 outubro (ex Campo de San Francisco), dove la nostra attenzione è stata catturata da un grandissimo albero di metrosideros tomentosa, piantato nel 1870. Sulla piazza si affacciano la chiesa di São José, purtroppo chiusa in quel momento, e quella del Santo Cristo, situata all’interno del convento di Nossa Senhora da Esperança. Fortunatamente questa seconda chiesa era aperta, e siamo riusciti a visitarne l’interno. Ci hanno particolarmente colpito gli ornamenti barocchi e le pareti ricoperte dalle tipiche piastrelle azzurre portoghesi, gli azulejos, magnificamente decorate.

L’interno della chiesa del Santo Cristo a Ponta Delgada

Dalla piazza ci siamo poi incamminati verso est lungo Rua Mont’Alverne de Sequeira, tornando verso la zona centrale della città: la pavimentazione dei marciapiedi di ogni via è costituita da piastrelle di basalto bianche e nere che disegnano motivi molto particolari. Proseguendo, siamo passati di fianco al Teatro Micaelense, giungendo poi fino al mercato coperto. Siamo entrati a dare un’occhiata: un gran numero di bancarelle esponevano frutta, tra cui il famoso ananas di São Miguel, verdura e formaggi. Dal mercato siamo scesi nuovamente verso il lungomare, nei pressi del quale abbiamo visitato la chiesa di São Pedro. Mentre ci spostavamo verso la piscina comunale, qualche goccia di pioggia ha cominciato a cadere. Non ci siamo comunque scoraggiati, avendo letto della estrema variabilità del meteo azzorriano: dopo qualche minuto, infatti, ha smesso di piovere.

Essendosi fatta ormai ora di pranzo, abbiamo consultato la guida per scegliere il ristorante nel quale mangiare: abbiamo optato per la Casa de Pasto O Avião, situata in Rua Comandante Jaime de Sousa. Un cameriere ci ha accolti, accompagnandoci a un tavolo posto nella veranda. Osservando l’interno del locale abbiamo capito la ragione del nome del ristorante. Le pareti erano ricoperte da azulejos raffiguranti aerei della compagnia locale SATA Internacional, a mio parere per celebrare l’importanza che questo vettore ha avuto, sin dalla sua nascita, per gli abitanti delle Azzorre, che hanno visto facilitarsi di molto i collegamenti dapprima verso il Portogallo e poi verso l’America del Nord, dove molti isolani sono emigrati. Il cameriere ci ha portato, come antipasto, un po’ di formaggio fresco Água Retorta e del Pé Torresmo, una sorta di paté fatto di pelle e carne di maiale. Abbiamo poi proceduto alle ordinazioni: seguendo il consiglio della guida Bradt, abbiamo ordinato un fritto di chicharros, pesci locali molto buoni, serviti con patate bollite, insalata, mais, pomodorini, olive e cipolle. Abbiamo poi voluto assaggiare l’ananas del luogo, che si è rivelato essere buonissimo, più dolce rispetto a quello centroamericano.

Usciti dal ristorante, ci siamo diretti, a passo rilassato, verso il Nucleo di Santa Barbara del Museo Carlos Machado, situato in un ex convento. Abbiamo impiegato poco tempo per visitare questo piccolo museo, nel quale abbiamo potuto osservare statue e quadri di artisti azzorriani e portoghesi. Terminata la visita al museo, abbiamo percorso Rua Mota e Rua Sousa, svoltando poi in Rua da Vitória, giungendo fino al giardino António Borges. Ci siamo addentrati in questo bel parco pubblico nel momento in cui cominciava nuovamente a cadere qualche sporadica gocciolina di pioggia. Percorrendo i vialetti abbiamo potuto osservare un gran numero di alberi e piante, tra cui ficus macrophylla, felci e bambù.

Il giardino António Borges a Ponta Delgada

Abbiamo attraversato il ponticello di roccia e passeggiato intorno al laghetto in cui un gruppo di papere stava nuotando. Usciti dal giardino, abbiamo consultato la cartina e abbiamo scorto, a breve distanza dal giardino, l’indicazione del Parque Atlântico, situato all’incrocio tra Rua de São Joaquim e Rua da Juventude. Non avendo informazioni su di esso, ci siamo incamminati per capire di cosa di trattasse. Arrivati nei pressi, abbiamo capito che il Parque Atlântico è un grande centro commerciale a più piani. Abbiamo accolto positivamente la scoperta, intravedendo la possibilità di rifornirci di acqua e cibo spendendo meno che nel centro di Ponta Delgada. Siamo quindi entrati e abbiamo raggiunto l’ipermercato Continente, dove abbiamo acquistato, oltre ad acqua minerale, succhi di frutta e patatine, anche alcuni prodotti locali, come il già ricordato ananas, i maracujá, il Fiambre fumado (un salume simile al prosciutto), il formaggio Flamengo e i bolos lêvedos, che sono delle pagnottelle dolci che gli azzorriani mangiano soprattutto a colazione. Nel trovare questi prodotti siamo stati facilitati da strisce posizionate su alcuni scaffali, che indicavano che gli articoli esposti erano provenienti dalle Azzorre: abbiamo trovato questo accorgimento molto utile e intelligente.

Terminata la spesa, siamo usciti dal centro commerciale e abbiamo preso Rua de São Joaquim, che abbiamo percorso fino a raggiungere l’angolo con Rua do Contador, la via del nostro albergo, al quale siamo giunti poco dopo. Abbiamo cenato sul balcone della stanza con dei bolos lêvedos farciti con il formaggio Flamengo e il Fiambre fumado appena acquistati, dopodiché ci siamo messi a letto, stanchi ma soddisfatti della nostra prima giornata di vacanza.

Sabato 23 agosto: Subito dopo colazione abbiamo preso la macchina e siamo partiti in direzione di Furnas, nella parte orientale dell’isola. Poco fuori da Ponta Delgada, siamo passati dalla località di São Roque: abbiamo notato un paio di spiagge molto carine e ci siamo ripromessi di tornarci nei giorni successivi per fare un bagno nell’oceano. Abbiamo proseguito il nostro viaggio, le strade erano vuote e spesso affiancate da ortensie. Inoltre, la giornata era magnifica, il cielo era terso e il sole splendeva. Dopo circa un’ora, siamo giunti alla Lagoa das Furnas, la prima meta della nostra giornata. Abbiamo parcheggiato l’auto all’estremità orientale del lago e abbiamo cominciato la visita delle fumarole. Lo scenario era davvero spettacolare, una serie di fratture nel terreno permettevano la fuoriuscita di gas sulfurei sotterranei, facendo ribollire acqua e in alcuni punti anche fango.

Le fumarole intorno alla Lagoa das Furnas

Abbiamo notato, all’interno di aree recintate, una serie di montagnette di sabbia con una targhetta numerata in cima: più tardi avremmo capito che le targhette segnalano le buche, ricoperte di sabbia, in cui gli abitanti del luogo calano le pentole per far cuocere, per mezzo del calore geotermico, il cozido, uno stufato di carne e verdure. Superata l’area delle fumarole, abbiamo cominciato a percorrere il sentiero che costeggia tutto il lago: è stata una bellissima passeggiata in mezzo ad alberi, piante e fiori, abbiamo anche incontrato la cappella pseudo-gotica dedicata alla Nossa Senhora das Vitórias, fatta costruire da José do Canto, uno dei più famosi giardinieri delle Azzorre. Dopo circa due ore, abbiamo completato il giro del lago e siamo tornati al punto di partenza. Abbiamo preso dall’auto il cibo che avevamo portato con noi e abbiamo fatto un picnic nella pineta adiacente alle fumarole, riposandoci dopo la lunga camminata.

Siamo poi ripartiti in direzione della cittadina di Furnas, dove siamo arrivati dopo pochi minuti, e ci siamo subito diretti al parco Terra Nostra, un importante giardino botanico con annessa piscina di acqua termale, situato in Rua Padre José Jacinto Botelho. Seguendo la mappa che ci è stata fornita all’ingresso abbiamo visitato il parco, ammirando fiori di loto, ninfee, camelie, bambù, aceri, felci, ginkgo biloba e altre innumerevoli varietà di piante, alberi e fiori. E’ stato bello anche sostare alcuni minuti sulle panchine situate lungo i vialetti, immersi in quello splendido verde. Siamo quindi ritornati verso l’ingresso del parco, nei cui pressi vi è la piscina. Abbiamo fatto un bellissimo bagno in quest’acqua termale calda ed estremamente ferrosa, sistemandoci ogni tanto direttamente sotto il getto d’acqua che alimenta la piscina per un rilassante idromassaggio.

Una volta usciti dalla piscina, ci siamo cambiati negli spogliatoi che il parco mette a disposizione e poi siamo ripartiti, giungendo alla zona delle fumarole della cittadina. Abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio posto su una collinetta, dalla quale si aveva un magnifica visione della zona e del verde circostante. Siamo quindi scesi per vedere da vicino l’attività geotermica. E’ stato molto affascinante osservare le pozze di acqua e fango gorgoglianti e il fumo che ne usciva.

Le fumarole nel villaggio di Furnas

Abbiamo anche assaggiato molte delle ventidue acque minerali che sgorgano dal sottosuolo e che sono poi incanalate in fontanelle: ce n’erano per tutti i gusti, calde, fresche, sulfuree, ferrose, lisce, frizzanti. Tornati nelle vicinanze del parcheggio, abbiamo fatto un curioso spuntino con un pannocchia cotta grazie al calore dell’acqua e al vapore delle sorgenti.

Siamo poi ripartiti in direzione di Ponta Delgada, decidendo di fare un percorso diverso da quella dell’andata: se la mattina eravamo infatti giunti da sud, per il ritorno abbiamo preso la strada che da Furnas attraversa la parte centro-settentrionale dell’isola per poi scendere verso Ponta Delgada. E’ stata una scelta azzeccata poiché, poco dopo essere ripartiti, abbiamo trovato l’indicazione del miradouro (belvedere in italiano) Pico do Ferro, dal quale abbiamo potuto godere di una visione mozzafiato della Lagoa das Furnas.

La vista della Lagoa das Furnas dal miradouro Pico do Ferro

Con quel fantastico panorama ancora negli occhi, abbiamo ripreso il percorso, fino a giungere, nel tardo pomeriggio, al nostro albergo. Dopo una doccia e un po’ di riposo, siamo usciti per una passeggiata nel centro di Ponta Delgada. Nella piazza su cui si affacciano le Porte della Città, infatti, era stato organizzato l’evento “Mercado Gourmet“: una serie di bancarelle vendevano panini, dolci, bevande e piccoli oggetti d’artigianato, il tutto mentre si esibivano mimi e gruppi canori. Per cena abbiamo preso una bifana, che è un panino farcito con una bistecca di maiale marinata in vino bianco, olio, aglio, paprika e alloro. Si tratta, stando a quello che abbiamo letto su internet, del tipico fast-food portoghese. Il panino era veramente buono e molto saporito, probabilmente anche grazie all’aggiunta di mostarda e tabasco, come prevede la ricetta. Dopo un breve giro fra le bancarelle siamo tornati all’albergo, dove abbiamo concluso la giornata.

Domenica 24 agosto: Dopo un risveglio rilassato e una colazione tranquilla, siamo usciti e ci siamo diretti in centro a piedi. Giunti sul lungomare, in Avenida Infante Dom Henrique, siamo entrati all’Ufficio del Turismo, dove abbiamo preso qualche opuscolo informativo su São Miguel. Abbiamo poi preso parte alla messa nella chiesa di São Sebastião: è stato affascinante assistere al rito celebrato in portoghese, il sacerdote ha comunque detto qualche parola in inglese all’inizio della predica, data la numerosa presenza di stranieri.

Siamo poi tornati in albergo, abbiamo preso l’auto e siamo partiti alla volta di Ribeira Grande, cittadina sulla costa nord dell’isola, dove siamo arrivati dopo circa venti minuti di strada. Abbiamo parcheggiato la macchina in Rua Luís De Camões, spostandoci poi a piedi in Rua Nossa Senhora da Conceição, dove abbiamo visto l’omonima chiesa. Proseguendo verso ovest siamo arrivati alla chiesa di São Francisco de Assis, dopodiché abbiamo invertito la marcia, tornando sui nostri passi: probabilmente a causa del sole caldo che splendeva in quel momento e dell’ora prossima a quella del pranzo, la strada era pressoché deserta. Oltrepassando il fiume, siamo giunti alla piazza principale della città, dove abbiamo trovato la chiesa di Espírito Santo, dotata di due porte d’ingresso, e il municipio.

Siamo quindi ripartiti in auto in direzione di Caldeiras, una piccola località termale, alla quale siamo giunti dopo essere passati per delle bellissime stradine alberate. Purtroppo non abbiamo trovato parcheggio, il villaggio era molto affollato visto il giorno festivo, per cui abbiamo proseguito la discesa verso la valle di Lombadas. La strada, molto ripida e stretta, ci ha condotto nel cuore della valle, nella quale scorre un fiume. Vi è anche una sorgente di acqua minerale, che un tempo veniva imbottigliata e venduta. Siamo poi risaliti, fermandoci, al bivio della strada che porta verso il Monte Escuro, a un bellissimo miradouro per goderci il panorama. Tornati a Caldeiras, siamo stati più fortunati con il parcheggio, riuscendo quindi a fermarci nel villaggio. Nella piazza centrale vi è una grande vasca di acqua vicino al piccolo stabilimento per le cure termali. Abbiamo deciso di pranzare al ristorante Caldeiras, situato anch’esso nella piazza. Abbiamo ordinato le assaduras, bocconcini di carne di maiale arrosto serviti con patate fritte, riso e insalata, tutto molto buono.

Dopo qualche minuto di riposo nella zona delle buche per il cozido, poco distante dalla piazza, siamo ripartiti alla volta di Caldeira Velha, un’altra località termale situata al centro dell’isola, ma neanche in questa occasione siamo riusciti a trovare parcheggio, per cui abbiamo abbiamo proseguito fino a raggiungere lo spiazzo del miradouro da Bela Vista: il nome non mentiva, il panorama era veramente eccezionale.

Il miradouro da Bela Vista

Abbiamo poi deciso di tornare nella zona di Ponta Delgada per fare il nostro primo bagno nell’oceano. Memori di quanto visto il sabato sulla strada per Furnas, ci siamo recati a São Roque, dove abbiamo trovato una bellissima caletta rocciosa poco frequentata e protetta dalle forti onde. L’acqua era piuttosto fredda, ma il bagno è stato molto piacevole e ci ha rinfrancato dopo le difficoltà incontrate durante la giornata.

La caletta di São Roque

Tornati a Ponta Delgada, siamo passati all’ipermercato Continente per una piccola spesa. Arrivati in albergo verso l’ora di cena, ci siamo riposati e poi preparati per uscire nuovamente. Siamo tornati al Mercado Gourmet e abbiamo preso un’altra bifana, stavolta condita con la tipica salsa portoghese denominata “Piri-Piri” in sostituzione del tabasco. Con questa cena e una breve passeggiata si è conclusa la nostra domenica.

Lunedì 25 agosto: Dopo colazione siamo subito partiti alla volta di Caldeira Velha. Viste le difficoltà di parcheggio del giorno prima avevamo infatti deciso di arrivarvi a inizio mattinata: siamo stati infatti i primi visitatori della giornata. Abbiamo pagato il biglietto d’ingresso e ci siamo addentrati in quest’area meravigliosa, percorrendo il sentiero affiancato da una vegetazione tanto fitta da sembrare foresta. Siamo giunti fino a uno spiazzo, nel quale vi è un piccolo edificio che ospita documenti informativi sulla storia del luogo e sull’attività geotermica che lo contraddistingue. Poco distante, infatti, vi è una pozza di acqua sulfurea che ribolle alla temperatura di 61 gradi. Abbiamo proseguito il sentiero e siamo giunti alla piscina alimentata da una cascata di acqua tiepida e ferrosa. Ci siamo cambiati negli spogliatoi e ci siamo subito tuffati nella vasca: abbiamo anche sostato alcuni minuti sotto la cascata per un energico ma piacevole idromassaggio.

La piscina di acqua tiepida a Caldeira Velha

Dopo circa dieci minuti, siamo usciti dalla vasca e ci siamo trasferiti nell’altra piscina, più piccola, posta vicino al centro informativo e circondata da magnifiche felci arboree. L’acqua era molto calda e il relax è stato totale. Abbiamo avuto modo di conversare con un signore del luogo, emigrato però in Canada da alcuni decenni. Gli abbiamo chiesto se avesse visitato anche le altre isole dell’arcipelago, lui ci ha risposto di sì, ma anche precisato che, una volta vista São Miguel, è difficile trovare qualcosa di altrettanto bello. Siamo stati in acqua per un’ora, al termine della quale siamo usciti come nuovi.

Ci siamo cambiati e siamo ripartiti per raggiungere il miradouro da Bela Vista, al quale eravamo stati anche il giorno prima, dove abbiamo pranzato con i bolos lêvedos farciti di Fiambre e di formaggio Flamengo. Terminato il pasto, siamo risaliti in macchina e abbiamo raggiunto la Lagoa do Fogo, situata sul fondo di una caldera.

La Lagoa do Fogo

Abbiamo parcheggiato in uno spiazzo della strada adiacente alla caldera, il vento soffiava forte e portava con sé una gran quantità di nuvole. Abbiamo cominciato la discesa verso il lago, percorrendo il sentiero che dal ciglio della strada scende lungo il fianco della caldera. Siamo arrivati alla riva e abbiamo passeggiato fino a raggiungere la spiaggia, dove alcune persone stavano trascorrendo la giornata, altre facevano il bagno. La vista della caldera dal basso era molto affascinante. Ci siamo riposati sulla sabbia, accumulando energie per la risalita, che si prospettava molto faticosa. Abbiamo infatti fatto alcune soste lungo il sentiero, arrivando in cima comunque stanchi.

Tornati alla macchina, siamo ripartiti proseguendo sulla strada che costeggia il lago: le nuvole erano molto basse e invadevano la carreggiata, è stato molto particolare passarci attraverso con l’auto. Arrivati in albergo, ci siamo rapidamente cambiati prima di rimetterci in moto per la tappa successiva. Siamo infatti andati a Fajã de Baixo, appena fuori Ponta Delgada, per visitare la piantagione di ananas Arruda Açores. Abbiamo potuto vedere dall’esterno le serre in cui i frutti vengono coltivati e dare un’occhiata al negozietto annesso, dove abbiamo assaggiato il liquore d’ananas. Siamo poi tornati in hotel, e la giornata si è conclusa cenando sul balcone della nostra stanza.

Martedì 26 agosto: Siamo partiti di buon mattino con l’intenzione di andare a esplorare la zona della città di Nordeste che, come dice il nome, si trova nella parte nord-orientale dell’isola. Sulla strada ci siamo fermati per una visita alla piantagione di tè Chá Gorreana, situata a Maia. Abbiamo osservato le macchine necessarie alle diverse fasi di produzione del tè, abbiamo visto un video informativo sulla storia del tè a São Miguel e, infine, abbiamo assaggiato le diverse varietà prodotte dalla fabbrica: tè verde Hysson, Pekoe, Orange Pekoe e Broken Leaf, più un tè freddo alla menta. Prima di andare via, abbiamo acquistato due confezioni di tè al negozio interno.

Siamo quindi ripartiti e abbiamo proseguito la strada fino a Nordeste, dove siamo arrivati intorno a mezzogiorno. Rispetto a Ponta Delgada, faceva più caldo e il cielo era più limpido. Abbiamo fatto un rapido giro nel centro della cittadina, poi ci siamo recati in Rua das Courelas per pranzare al ristorante Tronqueira, segnalato dalla nostra guida. Abbiamo ordinato una grigliata mista e delle scaloppine, servite con riso, patate fritte, peperoni e ananas: il pasto è stato molto buono e soddisfacente. Siamo quindi tornati in centro, dando un’occhiata alla facciata della chiesa di São Jorge e visitando il piccolo ma molto carino museo municipale, che mostra, attraverso l’esposizione di oggetti di uso comune, la vita di Nordeste nei decenni passati.

Ci siamo poi rimessi in marcia, percorrendo a ritroso la strada dalla quale eravamo arrivati. Abbiamo fatto una prima sosta, poco fuori Nordeste, al giardino posto lungo il fiume Ribeira do Guilherme, dove è possibile ammirare fiori molto belli e una graziosa cascatina.

La cascata del giardino lungo la Ribeira do Guilherme

Dopo qualche minuto di riposo nell’area picnic annessa al giardino, siamo ripartiti e, arrivati nei pressi di Achada, ci siamo fermati al Parco Naturale di Ribeira dos Caldeirões. Si tratta di una bellissima valle nella quale si possono vedere una fantastica cascata e dei mulini ad acqua. Abbiamo fatto una passeggiata lungo i sentieri del parco, affiancati da ricca vegetazione; c’era tuttavia un vento abbastanza fastidioso che impediva di godersi appieno la visita.

La cascata del Parco Naturale di Ribeira dos Caldeirões

Usciti dal parco, abbiamo ripreso l’auto per tornare a Ponta Delgada. Siamo giunti in albergo poco prima di cena e abbiamo trascorso la serata in camera.

Mercoledì 27 agosto: Ci siamo svegliati ancora un po’ stanchi per via dei giri del giorno prima. Abbiamo quindi iniziato la giornata con molta calma. Dopo una rilassata colazione, abbiamo deciso di andare a visitare il Museo di Arte Sacra di Ponta Delgada che, come già ricordato, ospita alcune collezioni del Museo Carlos Machado. Siamo usciti e, a passo lento, abbiamo raggiunto il giardino Antero de Quental, di fronte al quale è situato il museo. Seguiti durante tutta la visita da una solerte addetta, abbiamo avuto l’occasione di osservare quadri, pale, altari e arazzi dei secoli scorsi. Usciti dal museo siamo tornati in albergo, abbiamo pranzato sul balcone e, complice la pioggia forte che aveva cominciato a cadere, abbiamo deciso di trascorrere lì il resto della giornata, in modo da riposare e recuperare energie per poi riprendere le esplorazioni il giorno successivo.

Giovedì 28 agosto: Abbiamo deciso, per iniziare la giornata, di visitare il giardino José do Canto, situato in Rua Jacome Correia, a breve distanza dal nostro albergo. Il parco è stato a lungo considerato uno dei più bei giardini botanici privati d’Europa. Passeggiando per i vialetti abbiamo potuto osservare un’amplissima varietà di piante. Dal giardino abbiamo potuto accedere anche alla piccola chiesa di Santa Ana, molto graziosa, riuscendo a salire anche sul campanile.

Albero al giardino José do Canto di Ponta Delgada

Tornati in albergo, abbiamo preso la macchina e ci siamo diretti verso est. Ci siamo fermati a Lagoa, sulla costa sud. Abbiamo fatto due passi per le vie della città, fino a giungere alla chiesa di Santa Cruz, situata all’angolo tra Rua da Igreja e Avenida Gaspar Frutuoso e prospiciente una bella baia. La chiesa era aperta, per cui abbiamo avuto la possibilità di visitarne l’interno. Abbiamo poi continuato la passeggiata, percorrendo Rua da Cadeia Velha e arrivando al giardino di Santa Cruz, di fronte al quale è situato il convento di Santo António. Abbiamo riposato qualche minuto seduti sulle panchine immersi nella quiete del giardino, piccolo ma curato.

Siamo quindi tornati alla macchina e siamo ripartiti, proseguendo sulla strada presa la mattina. Essendosi fatta ora di pranzo, ci siamo fermati all’area picnic del miradouro do Pisão, situato tra Caloura e Ribeira Chã, dal quale si può godere di una vista meravigliosa. Abbiamo mangiato i nostri panini, concludendo poi il pasto con dei biscottini al cocco tipici delle Azzorre, che avevamo acquistato al supermercato qualche giorno prima.

Ripresa la marcia, siamo arrivati a Vila Franca do Campo, la prima capitale dell’isola di São Miguel. Abbiamo parcheggiato e ci siamo messi a passeggiare per le vie della città. Ci siamo subito imbattuti nella chiesa di São Pedro. Abbiamo proseguito per Rua Teófilo Braga, e abbiamo visto molte persone del luogo che decoravano le strade e gli edifici in vista della festa di Bom Jesus da Pedra, che si sarebbe svolta in quei giorni. Abbiamo raggiunto la chiesa di São Miguel Arcanjo, la cui facciata colpisce in quanto costituita interamente da basalto.

La chiesa di São Miguel Arcanjo a Vila Franca do Campo

Siamo riusciti anche a visitare l’interno, dato che la chiesa era aperta: i parrocchiani erano all’opera per disporre fiori e ghirlande. Ci siamo quindi spostati alla chiesa della Misericórdia, situata nella stesso piazzale. Abbiamo poi proseguito la passeggiata, fino ad arrivare in rua Visconde de Botelho, dove si trova il Museo di Vila Franca do Campo, ospitato nell’edificio che è stato il primo ad avere la luce elettrica a São Miguel. Siamo entrati e siamo stati accolti molto calorosamente dai diversi addetti del museo. Un ragazzo ci ha accompagnato durante tutta la visita, facendoci da guida e illustrandoci i vari oggetti esposti: attrezzi agricoli, rasoi e strumenti da barbiere, mobili, culle, quadri e altro ancora. Al termine abbiamo ringraziato per la grande disponibilità e ci siamo congedati. Ripresa la macchina, abbiamo percorso Rua da Paz, salendo sul colle che domina la città e dirigendoci verso la cappella di Nossa Senhora da Paz, che avevamo spesso visto raffigurata sulle cartoline nei negozi di souvenir a Ponta Delgada. Si tratta di una chiesetta molto affascinante, per raggiungerla bisogna affrontare una lunga scalinata i cui muri sono decorati con i classici azulejos. Una volta arrivati in cima, oltre a osservare la cappella dall’esterno, abbiamo potuto anche godere di una magnifica vista su Vila Franca do Campo e sull’isolotto che le sta di fronte.

La cappella di Nossa Senhora da Paz a Vila Franca do Campo

Rientrati in albergo nel tardo pomeriggio, dopo un po’ di riposo abbiamo iniziato a sfogliare il materiale che avevamo preso la domenica all’Ufficio del Turismo per individuare un buon ristorante dove cenare. La scelta è ricaduta sul ristorante Casa Marisca, situato in Rua José Cordeiro. Una volta arrivati, siamo entrati e abbiamo salito le scale che conducono alla sala del ristorante, posta al primo piano dell’edificio. Ci siamo accomodati a un tavolo, il cameriere ci ha accolti e ci ha portato, insieme ai menù, del pane, del formaggio e dei molluschi simili alle vongole. Mentre assaggiavamo gli antipasti abbiamo deciso cosa ordinare: bistecca di manzo “alla troika”, servita con salsa regionale, peperoni, riso, patatine fritte e uovo all’occhio di bue, e chicharros fritti, serviti con insalata e patate lesse. Abbiamo mangiato benissimo, sia gli antipasti che i piatti principali erano ottimi. Abbiamo concluso la cena con un budino e un bicchiere di liquore, entrambi al maracujá, dopodiché siamo tornati in albergo.

Venerdì 29 agosto: Siamo partiti subito dopo colazione, con l’intenzione di proseguire la nostra esplorazione della zona est dell’isola e di tornare a Furnas, luogo che ci aveva incantato. Dopo circa un’ora e mezza di guida rilassata siamo giunti a Povoação, situata sulla costa sud-orientale. La città era piena di ragazzi, giunti per partecipare al Festival da Povoação, che aveva in programma concerti di artisti portoghesi e internazionali. Abbiamo fatto una passeggiata nella zona del porto e nel centro della cittadina, avendo l’occasione di vedere, purtroppo solo esternamente, le chiese di Nossa Senhora do Rosário e di Nossa Senhora Mãe de Deus.

La chiesa di Nossa Senhora Mãe de Deus a Povoação

Proseguendo lungo Rua Antero de Quental, siamo giunti alla Casa do Moinho, un vecchio mulino ad acqua nel quale ora ha sede un piccolo negozio di artigianato locale. Parlando con la simpatica commessa siamo riusciti ad avere le indicazioni per giungere al Museu do Trigo (museo del grano), altro luogo d’interesse di Povoação. Abbiamo quindi ripreso la macchina e abbiamo seguito la strada per Nordeste, sulla quale, a un certo punto, vi è l’indicazione per raggiungere il museo. Eravamo i primi visitatori della giornata, e l’addetta ci ha accolti con entusiasmo. Ha messo in funzione il mulino ad acqua, e ci ha spiegato da chi e per quali scopi veniva usato. E’ stato molto affascinante vedere queste macchine all’opera come se fossimo in un’altra epoca. Al termine della visita, nel negozio annesso abbiamo potuto assaggiare i liquori all’ananas, al caffè e al latte, tutti prodotti localmente.

Usciti dal museo, siamo ripartiti alla volta di Furnas. Una volta arrivati, abbiamo fatto un giro nella zona delle sorgenti delle acque minerali e abbiamo pranzato con delle pannocchie cotte al vapore delle fumarole. Siamo poi andati alla Poça da Dona Beija, una località termale situata in Lomba das Barracas. L’area è di piccole dimensioni, ma molto carina. Vi sono due vasche di acqua termale ferrosa a 39 gradi, riempite da bocchettoni sotto i quali è possibile posizionarsi per un piacevole idromassaggio. Vi è anche una vasca di acqua tiepida, poiché l’acqua termale si mischia con quella proveniente dal fiume che scorre all’interno dell’area. Abbiamo trascorso buona parte del pomeriggio passando da una vasca all’altra, sono state ore molto rilassanti.

L’area termale di Poça da Dona Beija a Furnas

Siamo poi ripartiti per tornare a Ponta Delgada, percorrendo la strada che attraversa la zona nord di São Miguel. Ci siamo fermati alla piantagione di tè Chá Porto Formoso, che ha sede nell’omonima cittadina. Un’addetta ci ha accolti e ci ha guidati nelle varie sale della fabbrica, spiegandoci la funzione dei diversi macchinari. Al termine della visita, ci ha condotto nella sala di degustazione e ci ha offerto una tazza di tè Broken Leaf. Prima di ripartire, abbiamo acquistato una confezione di tè Orange Pekoe, con l’intenzione di fare un confronto, una volta rientrati in Italia, con il tè della piantagione Chá Gorreana.

Abbiamo quindi ripreso la strada per Ponta Delgada e, poco dopo, ci siamo fermati al miradouro de Santa Iria, uno dei più bei belvedere di São Miguel. La vista sull’oceano, sulle scogliere e sui prati verdi è davvero magnifica, abbiamo trascorso alcuni minuti d’incanto che il forte vento presente in quei momenti non è riuscito a rovinare.

La vista dal miradouro de Santa Iria

Tornati in albergo, ci siamo riposati e preparati per la cena. Abbiamo scelto il ristorante Super Prato, situato in Rua Margarida de Chaves all’angolo con Rua João Moreira, a pochi passi dal nostro albergo. Abbiamo entrambi ordinato uno spiedo di carne mista, comprendente anche la tipica salsiccia delle Azzorre, il tutto accompagnato da riso, insalata e patatine fritte. La cena è stata ottima e ci siamo ripromessi di tornare prima della partenza, anche considerando la vicinanza del ristorante con il nostro hotel.

Sabato 30 agosto: Siamo partiti di buon mattino per raggiungere Sete Cidades, probabilmente la più famosa località di São Miguel grazie ai suoi due laghi, la Lagoa Verde e la Lagoa Azul. La giornata era molto nebbiosa, e la visibilità diminuiva man mano che ci avvicinavamo alla meta. Arrivati al miradouro da Vista do Rei, abbiamo trovato una nebbia molto fitta, che ci ha impedito di godere della vista meravigliosa sui due laghi che, in una giornata limpida, si può ammirare da quel punto. Molto spettrale, avvolto nella nebbia, appariva il monumentale albergo abbandonato che si trova alle spalle del piazzale del belvedere. Non ci siamo persi d’animo e abbiamo ripreso la marcia, scendendo lungo la strada che porta all’abitato di Sete Cidades. Una volta arrivati, abbiamo passeggiato lungo i due laghi, riuscendo effettivamente a percepire il colore verde dell’uno e azzurro dell’altro. Nel frattempo il tempo era migliorato, e la nebbia aveva fatto posto al sole e al cielo limpido.

Siamo ripartiti, dirigendoci verso la costa, fino a che non abbiamo trovato l’indicazione per Ponta da Ferraria, luogo segnalato dalla guida Bradt come uno dei più belli dell’isola. Abbiamo fatto una prima sosta al miradouro Pico das Camarinhas, dal quale si ha una magnifica vista sull’oceano e sugli scogli, mentre alle spalle spiccano nere rocce vulcaniche.

La vista dal miradouro Pico das Camarinhas

Siamo quindi scesi sul litorale roccioso: parcheggiata l’auto, abbiamo raggiunto la piscina naturale in cui la fredda acqua dell’oceano si mescola con una calda sorgente termale che sgorga dal sottosuolo, creando una temperatura molto piacevole, intorno ai 28 gradi. Essendo però le onde molto forti, da un lato all’altro della piscina corrono delle corde per potersi aggrappare, evitando così di sbattere contro le rocce. Fare il bagno in questo luogo è stato molto affascinante e divertente, ma anche faticoso, per cui dopo circa una mezz’ora siamo usciti dall’acqua e ci siamo rimessi in viaggio.

Abbiamo seguito a ritroso la strada percorsa all’andata, fermandoci a un belvedere per pranzare con i nostri panini. Da qui abbiamo potuto vedere la fantastica Lagoa de Santiago, di un colore verde smeraldo e dalla quale siamo rimasti incantati.

La Lagoa de Santiago

Siamo poi ritornati al miradouro da Vista do Rei: assistiti dal bel tempo, siamo riusciti ad ammirare il meraviglioso panorama della Lagoa Azul e della Lagoa verde, con gli alberi e le ortensie a fare da cornice.

La vista dal miradouro da Vista do Rei

Rientrati infine a Ponta Delgada, abbiamo fatto un giro per le vie del centro, fermandoci al bar Azores Forever, in Rua Do Melo, nei pressi della chiesa di São Sebastião, per una sosta rinfrescante. Siamo quindi tornati in albergo, dove abbiamo cenato e concluso la giornata.

Domenica 31 agosto: Terminata la colazione, ci siamo diretti nuovamente verso ovest, giungendo fino all’area forestale della Lagoa do Canário. Abbiamo percorso il breve camminamento fino al piccolo lago, dopodiché abbiamo fatto un passeggiata lungo gli altri sentieri, circondati da una fitta vegetazione. Nell’area attrezzata per le grigliate la gente locale stava già preparando il barbecue per il pranzo.

La Lagoa do Canário

Siamo poi ripartiti e ci siamo nuovamente fermati al miradouro da Vista do Rei, per godere ancora una volta dello spettacolo dei laghi di Sete Cidades. Abbiamo poi deciso di fare un giro in macchina lungo i villaggi della costa nord, che non avevamo ancora visitato. Siamo quindi passati attraverso Capelas, dove abbiamo ammirato le bellissime scogliere, Fenais da Luz, Calhetas, dove abbiamo trovato una piccola ma graziosa spiaggia, e infine Rabo de Peixe.

Le scogliere a Capelas

Tornando verso Ponta Delgada, abbiamo visto l’indicazione per la riserva forestale di Pinhal da Paz, dove abbiamo deciso di pranzare. Ci siamo addentrati lungo i sentieri immersi nel verde, fino a che abbiamo trovato un tavolo libero per consumare il nostro pasto. Finito di mangiare, ci siamo concessi una breve siesta sdraiati sull’erba, all’ombra dei ginkgo biloba.

Abbiamo poi ripreso la macchina e siamo tornati a Ponta Delgada. Abbiamo fatto una sosta in albergo, dopodiché siamo ripartiti alla volta di São Roque, intenzionati a fare il bagno nell’oceano. Rispetto alla domenica precedente, quando eravamo stati in una caletta rocciosa, abbiamo scelto un’ampia spiaggia di sabbia scura. L’oceano era molto agitato e le onde alte, tant’è che i tre bagnini avevano il loro bel da fare per tenere d’occhio la situazione. Fare il bagno in queste condizioni è stato molto divertente, i forti cavalloni ci trascinavano ogni volta verso riva.

L’oceano a São Roque

Abbiamo trascorso a São Roque un paio d’ore, poi siamo tornati in hotel e ci siamo preparati per la cena, per la quale avevamo scelto il ristorante A Favorita, situato in Rua de Lisboa. Siamo stati accolti da un cameriere che ci ha fatto accomodare e con il quale abbiamo anche scambiato qualche parola in italiano. Abbiamo ordinato entrambi la grigliata mista: la carne era ottima e la marinatura le aveva donato molto sapore, siamo rimasti molto soddisfatti. Dopo una breve passeggiata per le vie del centro di Ponta Delgada, siamo rientrati in albergo.

Lunedì 1 settembre: Giunti al nostro ultimo giorno di vacanza, abbiamo deciso di fare il pieno di relax. Siamo quindi partiti subito dopo colazione e ci siamo recati all’area termale di Caldeira Velha, dove eravamo già stati il lunedì precedente. Eravamo i primi visitatori, siamo entrati immediatamente nella piscina di acqua calda, dove siamo rimasti a lungo da soli: è stato davvero rilassante avere la vasca tutta per noi ed essere cullati dal rumore dell’acqua che scorreva. Poi, poco alla volta, sono arrivati anche altri visitatori.

La piscina di acqua calda a Caldeira Velha

Siamo passati alla piscina di acqua tiepida, dove ci siamo fatti massaggiare dall’acqua della cascata, e poi di nuovo a quella di acqua calda. Verso mezzogiorno, abbiamo deciso di lasciare Caldeira Velha e di ritornare all’albergo: prima, però, abbiamo fatto il pieno all’auto, così come richiesto dalle condizioni dell’autonoleggio per la riconsegna della vettura. Dopo una breve sosta in hotel, siamo usciti e siamo andati al bar Azores Forever, dove abbiamo pranzato con una bifana e delle patatine fritte. Terminato il pasto, abbiamo fatto un giro per le vie del centro alla ricerca di cartoline e souvenir per i nostri amici e parenti: fra le altre cose, abbiamo acquistato i liquori all’ananas e al caffè, che avevamo avuto occasione di assaggiare a Povoação.

Largo da Matriz a Ponta Delgada

In serata, per la cena, abbiamo deciso di tornare da Super Prato, il ristorante vicino al nostro albergo, dove abbiamo preso un altro spiedo di carne mista. Rientrati in hotel, abbiamo saldato il conto, in modo da poter uscire rapidamente la mattina successiva. In camera abbiamo poi fatto i bagagli.

Martedì 2 settembre: Ci siamo svegliati verso le cinque, abbiamo sistemato le ultime cose e siamo partiti alla volta dell’aeroporto. Alle sei abbiamo riconsegnato la vettura al personale dell’autonoleggio, dopodiché abbiamo fatto il check-in per il nostro volo SATA Internacional per l’aeroporto Francisco Sá Carneiro di Oporto. Superata l’ora in cui avrebbe dovuto cominciare l’imbarco, ci è stato comunicato che l’aereo sarebbe partito in ritardo. Dopo circa un’ora siamo riusciti finalmente a decollare. Il personale di bordo ha servito dei bolos lêvedos farciti con prosciutto e formaggio, accompagnati da succo di frutta e caffè: abbiamo particolarmente gradito, visto che non avevamo fatto colazione.

Arrivati a Oporto, abbiamo superato i controlli di transito e ci siamo recati nell’area delle partenze: nonostante mancassero diverse ore alla partenza del nostro volo per Milano, il tabellone già indicava, per il nostro aereo, un ritardo di trenta minuti. Ci siamo armati di pazienza e abbiamo fatto un giro nei vari negozi dell’area d’imbarco. Siamo rimasti colpiti da un totem per la carica delle batterie dei cellulari dotato degli spinotti dei più diffusi modelli. Abbiamo mangiato un hamburger e poi preso un pastel de nata, dolce tipico portoghese a base di crema. Ci siamo poi accomodati sui seggiolini attendendo il momento dell’imbarco, che è avvenuto circa un’ora dopo rispetto al previsto. Arrivati a Milano, abbiamo recuperato i bagagli e abbiamo preso il Malpensa Express che ci ha portati poi in città.

In conclusione, posso affermare che il viaggio è stato meraviglioso, per cui consiglio a tutti São Miguel come meta per le vacanze. L’isola offre una tale varietà di scenari che c’è sempre qualcosa di interessante da scoprire e da esplorare. Inoltre, si mangia molto bene, carne, pesce, frutta e formaggi sono ottimi. Il modo migliore per visitare São Miguel è senz’altro il noleggio di un’auto, non solo perché si è più liberi e si possono raggiungere molti luoghi in più rispetto agli autobus di linea e turistici, ma anche perché le strade sono molto belle e spesso libere, per cui percorrerle diventa davvero piacevole. E’ probabile che in futuro ritorneremo a São Miguel: sarebbe l’occasione giusta per visitare anche altre isole di questo meraviglioso arcipelago.

Cliccando qui, potete vedere le foto che abbiamo scattato durante la vacanza. Cliccando qui, invece, potete trovare il video.

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